Ciammaichella, avvocato in prima linea per la città

Non solo toga ma anche storico politico della Dc osteggiato da Remo Gaspari fondatore dell’associazione “Noi del G.B. Vico” e capo delegazione del Fai
CHIETI. Paolo Ciammaichella, personaggio della mia vetrina, nel mondo della politica ha vissuto stagioni intense e complicate, fin da quando, giovane avvocato, era nello studio di Nicola Buracchio, allora sindaco di Chieti che sembrava destinato ad una grande carriera politica in campo nazionale, prima di trovare sulla sua strada Remo Gaspari che gli creò ostacoli insormontabili. La militanza nelle Acli e la vicinanza a Rumor non riuscirono a garantirgli un posto tra gli aspiranti deputati nelle elezioni del 1968.
Ricordo che Nicola Buracchio, certamente uno dei sindaci più amati nella storia cittadina, si era dimesso da primo cittadino sei mesi prima, come la legge imponeva, per potersi candidare, ma venne letteralmente beffato nel momento in cui il partito presentò la lista dei candidati: doveva essere composta da 15 nomi, ma la Dc ne presentò 14, perché il nome di Nicola Buracchio venne cancellato all'ultimo momento ci furono pesanti polemiche che videro anche la partecipazione attiva di Paolo, ma poi fu Nicola Buracchio a lasciare campo libero ai gaspariani di Chieti spostando la sua attività politica a Pescara. Ciammaichella rimase invece a Chieti, a portare avanti le istanze delle Acli di cui divenne presidente provinciale, succedendo proprio a Nicola Buracchio, presidente regionale ed anche esponente della direzione nazionale. I rapporti con Remo Gaspari non furono più, come nella fase iniziale, di duro antagonismo, ci fu nel tempo un certo riavvicinamento, anche se Paolo Ciammaichella per raggiungere i suoi obiettivi soprattutto in fase iniziale non godette certamente di protezioni dell'allora incontrastato leader della politica abruzzese.Nelle elezioni regionali del 1980 fu il mondo dell'associazionismo a dargli la spinta per essere eletto consigliere regionale. Dopo questa prima esperienza nel Consiglio regionale, dove svolse il ruolo di presidente di commissione, Ciammaichella venne di nuovo eletto nel 1985, risultando tra i più votati. Fu chiamato così a far parte della giunta del presidente Emilio Mattucci, come assessore all'gricoltura. Venne eletto anche nel 1990, nella legislatura spazzata via dalla tempesta di tangentopoli. Paolo Ciammaichella venne appena sfiorato dalle inchieste di quel feroce periodo, ma gli eventi che portarono alla scomparsa della Dc hanno certamente avuto grande influenza sulla sua decisione di abbandonare la politica per buttarsi anima e corpo nell'impegno civile. Ed è con questa sua scelta di campo che Paolo ha dato tantissimo alla sua città, scendendo anche in piazza per difenderla, nella vicenda della ipotesi di cancellare la provincia, di togliere la prefettura e in altre situazioni che l' hanno vista a rischio di vedersi scippata istituzioni e sedi operative, ma soprattutto valorizzandone la sua cultura e la sua storia. Fu tra i promotori, insieme a Giampiero Perrotti e Mario D'Alessandro, dell'associazione amici del Vico, di cui è oggi presidente onorario. Una associazione che si è resa davvero benemerita con tante iniziative legate alla storia del prestigioso liceo classico teatino e alle vicende dei suoi ex alunni, alcuni dei quali, diventati protagonisti nel mondo culturale e economico italiano, giustamente festeggiati dall'associazione. Si deve anche a lui la riscoperta e la valorizzazione della "famiglia che fece grande Teate", quella degli Asinii.
E' stato infatti l'avvocato Ciammaichella a riportare in piena luce la figura e l'opera di Gaio Asinio Pollione, in nome del quale ha istituito un premio che negli anni è stato assegnato a personaggi come Ettore Paratore, alla memoria, nel 2012, nel 2013 allo storico Giulio Firpo, al 2014 al docente spagnolo Luis Amela Valverdde e nella ultima edizione al professor Andrea Pessina.
Tutte iniziative legate alla ricerca storico culturale sull'antica Teate Marrucinorum, consistente in un percorso di ricerca e di approfondimenti sui personaggi, sull'economia, sui rapporti con gli altri popoli italici e con Roma che sono andate avanti negli anni con risultati che hanno fatto capire come sia la strada giusta per il rilancio della città. Infine come capo delegazione del Fai di Chieti Ciammaichella sta portando avanti una serie di progetti turistico culturali, per far conoscere monumenti e luoghi della città e del suo circondario, con il coinvolgimento di scuole e di cittadini.

