«Ciao Francesco, cuore neroverde»

5 Giugno 2021

In tanti ieri alla chiesa del Tricalle per l’addio al 37enne morto per una malattia

CHIETI. Tanta gente ieri pomeriggio nella chiesa del Tricalle per l’ultimo saluto a Francesco Teodoro, stroncato da un tumore a soli 37 anni. In tanti hanno voluto stringersi al dolore della famiglia, e in particolare di mamma Marina, dipendente della Ladisa, azienda di Bari che gestisce la mensa scolastica nelle scuole teatine, e di papà Giustino, che aveva una nota macelleria a piazza Malta ereditata dal padre.
Francesco era figlio unico, amava lo sport, il Chieti calcio, la musica di Vasco Rossi e gli piaceva viaggiare.
Da giovanissimo era stato coinvolto in uno spaventoso incidente, era stato in coma, sospeso tra la vita e la morte. Ma ce l’aveva fatta. Si era ripreso, dopo una lunga e dura convalescenza.
«La sofferenza lo aveva segnato, ma non gli aveva lasciato rabbia», ha detto il parroco del Tricalle, don Michele Panissa, che ha ricordato Francesco come un «ragazzo molto presente in parrocchia e sempre disponibile».
Il giovane aveva lavorato per diversi anni nell’azienda pubblica Teateservizi.
Era stato impiegato in molti settori, dalla piscina al cimitero. In molti lo ricordano per la sua gentilezza e la sua bontà. Amava lo sport e i colori neroverdi. Tifava il Chieti calcio e appena ventenne era stato anche un arbitro di calcio. «Sempre sorridente, sempre disponibile», lo ricorda l’associazione degli arbitri di Chieti presieduta da Gianluca Rutolo, «sempre pronto ad organizzare una trasferta per trascorrere la domenica in compagnia a vedere una partita in giro per gli stadi d'Italia. Anni fa, in quella maledetta trasferta romana, quel maledetto incidente. Hai lottato, non hai mollato e ce l'hai fatta. Oggi la doccia fredda, freddissima, la notizia terribile della tua scomparsa ci lascia tutti attoniti in un assordante silenzio». (a.i.)