Ciapi, appello per gli ex lavoratori

Iacobitti (Pd): «Emendamento in consiglio regionale, va approvato per tutelarli»
CHIETI . «Arriva un’occasione da non perdere per tutelare professione e competenze dei lavoratori del Ciapi di Chieti». Lo dice il segretario cittadino del Partito democratico di Chieti, Enrico Iacobitti. Il riferimento è all’emendamento presentato dai consiglieri dem Silvio Paolucci e Antonio Blasioli alla legge regionale di fusione fra Abruzzo Sviluppo e Fira, che sarà sottoposta al consiglio regionale e che chiede di riservare una quota delle assunzioni previste dal processo di reclutamento dell’organico del nuovo soggetto, ai lavoratori che erano in capo all’ente di formazione teatino.
«Ci auguriamo che il consiglio regionale si esprima a favore di questo emendamento», è l’auspicio che arriva da Iacobitti, «e dia una risposta concreta a lavoratori che hanno vissuto fino ad oggi un vero e proprio calvario. Lo smantellamento senza alternativa dell’ente da parte dell’attuale giunta regionale, li ha esposti a ricorsi e contese per avere pagamenti e spettanze, facendo tramontare l’ipotesi di un recupero delle professionalità attraverso l’assorbimento negli organici di altri enti regionali. Cosa che l’emendamento di fatto consentirebbe», aggiunge il segretario Pd, «riservando alle maestranze ex Ciapi una quota di riserva nelle assunzioni del nuovo ente e concretizzando così un’opportunità a lungo cercata da parte dei lavoratori e anche dei sindacati e che fino ad oggi non ha avuto alcun positivo riscontro da parte del governo regionale».
Iacobitti lo ritiene un ultimo treno «messo a disposizione dall’emendamento dei consiglieri del Partito democratico che hanno seguito da vicino la vicenda delle maestranze in questi ultimi tre anni». Per i lavoratori rimasti, una decina, secondo l’esponente del partito di centrosinistra significa avere una chance non solo di continuare a lavorare, ma anche di mettere a frutto esperienze e competenze maturate in tanti anni nel settore della formazione. «Per la città», conclude, «sarebbe la possibilità di non vedere perso un ruolo storico che attraverso il Ciapi ha avuto, facendo per tanti anni da riferimento per le attività formative che vi si svolgevano». (a.s.)
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