Ciapi, arrivano 1,6 milioni per gli stipendi

24 Maggio 2020

I dipendenti del Centro di formazione regionale non prendevano lo stipendio da quattro anni

CHIETI. Arrivano un milione e 600mila euro per pagare gli stipendi dei dipendenti del Ciapi, in arretrato da oltre 4 anni. Per il Ciapi, centro di formazione regionale ormai al capolinea, la Regione ha riconosciuto un debito fuori bilancio dovuto a sentenze della magistratura a favore dei dipendenti nei confronti dell’ente regionale, socio che ne possiede la quasi totalità delle quote. A inserire l’emendamento 8 nel progetto di legge 116 arrivato venerdì sui banchi del consiglio regionale è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, da tempo a fianco dei lavoratori per evitare la chiusura dello storico ente di formazione della Regione. Chiusura ormai ineluttabile, dopo l’avvio del processo di liquidazione (si attende solo la nomina di un commissario liquidatore). La decina di dipendenti rimasti e il direttore Paolo Cacciagrano verranno tutti licenziati. «L’emendamento è stato votato da tutti», commenta Pettinari, «ma in questo caso non si sarebbe dovuto arrivare al riconoscimento di un debito fuori bilancio, perché i lavoratori hanno richiesto solo il dovuto. E invece stiamo pagando solo adesso a seguito di sentenze della magistratura. Abbiamo costretto i dipendenti a intraprendere tutto un iter giudiziario soltanto per ottenere il riconoscimento di un loro diritto». Ma non è finita qui. Pettinari rilancia la battaglia su tre fronti. Il primo riguarda il fatto che con questi soldi non verrà saldato tutto quanto richiesto, ma solo il 70% del totale: «Non abbiamo chiuso la partita», sottolinea il consigliere, «ci sono altri decreti ingiuntivi che stanno per arrivare. Perché, dunque, attendere che si muova la magistratura, con altro aggravio di spese per l’ente regionale?». Il secondo fronte è quello sui tempi di pagamento: «Nonostante la legge sia stata approvata, non è detto che i soldi arrivino subito a questi dipendenti che si trovano in grande difficoltà», ha rimarcato il consigliere chiedendo di fare in fretta. Infine c’è lo scenario del licenziamento: «La Regione ha appena deciso di salvare i lavoratori della società pubblica Euroservizi spa, che passeranno in Abruzzo Engineering, perché per i lavoratori del Ciapi non si può fare un percorso simile? Perché», chiede Pettinari, «si vuole fare figli e figliastri?». (a.i.)
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