Ciapi beffato, da tre anni senza gli stipendi

13 Giugno 2016

I 30 dipendenti accusano la Regione: D’Alfonso ci ha umiliati. Lettera-appello per il Consiglio di oggi

CHIETI. Da oltre tre anni senza stipendio, beffati da promesse non mantenute, da rinvii di provvedimenti annunciati, i 30 dipendenti del Ciapi, centro di formazione professionale della Regione, chiedono di incontrare i vertici dell’Amministrazione regionale. Di fronte all’ennesima sparizione della variazione di bilancio da 700 mila euro promessa dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, i lavoratori si sentono «sbeffeggiati e umiliati». A nome della rappresentanza sindacale aziendale e di tutto il personale del centro di Chieti Scalo, Francesco Verna ha inviato alla Regione una richiesta d’incontro nel corso del Consiglio regionale di oggi per capire dove sono andati a finire i 700 mila euro che avrebbero dovuto essere portati all’approvazione della seduta odierna. La richiesta è stata inviata a D’Alfonso, al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, al presidente della Commissione di vigilanza, Mauro Febbo, e ai consiglieri regionali Sandro Mariani, Lorenzo Sospiri, Lorenzo Berardinetti, Leandro Bracco, Mauro Di Dalmazio, Maurizio Di Nicola, Giorgio D’Ignazio, Andrea Gerosolimo, Pietro Smargiassi, Lucrezio Paolini, Mario Mazzocca, Domenico Pettinari e Alessio Monaco. La richiesta d’incontro arriva dopo aver visto che neanche all’ordine del giorno del consiglio regionale convocato per oggi c’è un punto che riguarda il Ciapi, nonostante quanto deliberato nelle sedute consiliari del 30 dicembre e del 24 maggio. «Per l'ennesima volta da ormai troppi anni», si legge nella lettera, «i dipendenti di questo ente regionale e le loro famiglie, vengono puntualmente delusi e presi in giro nonostante le gravi responsabilità che voi stessi avete riconosciuto in capo alla Regione Abruzzo». La lettera ricorda pure «che il pagamento delle retribuzioni dei dipendenti è fermo al mese di marzo 2013, mentre questa amministrazione paga, in questi ultimi giorni, chi è stato, non individualmente ma in partecipazione, responsabile dei disastri del Ciapi stesso». (a.i.)