Cieco truffato con la firma sulla cambiale

1 Novembre 2020

Firma il passaggio di proprietà di una radio d’epoca: raggirato per 125mila euro, 41enne a processo

VASTO. Fingendosi un amico è riuscito a conquistare la fiducia di L.C., vastese ipovedente di 81 anni, e gli ha fatto firmare una cambiale da 125mila euro in suo favore. Davanti all’ingiunzione di pagamento, superato il primo comprensibile momento di disperazione, l’anziano ha chiesto aiuto ai carabinieri. Il finto amico M.Z., 41 anni, di Guardiagrele, mercoledì comparirà davanti al giudice monocratico del tribunale di Vasto, Stefania Izzi, per rispondere dell’accusa di truffa e circonvenzione di incapace. Un reato punito con la reclusione da 2 a 6 anni.
La vicenda risale a due anni fa. M.Z., dopo aver studiato usi e abitudini di L.C., fingendosi un radioamatore, ha cominciato a frequentare la casa dell’anziano. L.C. soffre di diverse patologie e vede pochissimo. Il quarantunenne si è mostrato gentile e premuroso. L.C. si è affezionato a lui. Un giorno M.Z. ha chiesto all’81enne di regalargli una radio d’epoca. Il pensionato ha acconsentito e il finto amico, mostrandosi felice, gli ha chiesto di firmare una documento che attestava il passaggio di proprietà. In realtà quel documento era una cambiale di 125mila euro, ma L.C. non poteva saperlo perché i suoi occhi non distinguevano il contenuto del foglio. Qualche mese dopo, a casa dell’anziano è arrivata un’ingiunzione di pagamento inviata da un avvocato di Pescara. Il pensionato ha pensato a un errore del postino. Poi ha chiesto alla moglie di leggere bene la richiesta dell’avvocato e ha scoperto di dovere 125mila euro al suo amico M.Z..
«Il mio cliente», dice l’avvocato Antonello Cerella, che assiste il pensionato, «ha rischiato un infarto. Poi si è ripreso e insieme alla moglie ha raggiunto la caserma dei carabinieri e denunciato M.Z.. Il sostituto procuratore Michele Pecoraro ha aperto un fascicolo sulla vicenda. La Procura, ha chiesto il sequestro della cambiale e incaricato i carabinieri di ascoltare eventuali testimoni. Gli investigatori hanno accertato che l’anziano non aveva alcun debito con M.Z. . Perché avrebbe dovuto firmare una cambiale che lo avrebbe messo in serie difficoltà economiche? Letto il rapporto dei carabinieri, la procura ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio del 41enne. L’anziano ha deciso di costituirsi parte civile. «La vicenda lo ha toccato profondamente», spiega l’avvocato Cerella. «Al di là del valore della truffa, che è comunque importante, L.C. ha sofferto molto dal punto di vista umano. Si è fidato di una persona che credeva amica e che ha cercato di rovinarlo». (p.c.)
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