«Cimitero ebraico dimenticato»

27 Gennaio 2015

Lo storico Paziente alla giunta: decoro e attenzione anche a queste tombe

CHIETI. «Nella zona storica del cimitero comunale, ove sono state erette le grandi cappelle di alcune famiglie aristocratiche e altoborghesi, in un angolo a destra dell’entrata principale, isolato come in un ghetto, vi è un piccolo cimitero ebraico». A parlare è lo storico teatino, Filippo Paziente, che nel Giorno della Memoria svela un lato della storia teatina che forse non tutti conoscono. Il piccolo cimitero è costituito da un tumulo, cinque tombe a terra e due lapidi accostate al muro di cinta. E’ possibile riconoscerlo perché le sepolture non hanno i tradizionali simboli cristiani, sulle lapidi di marmo o pietra è disegnata o incisa la stella di David; su alcune si leggono frammenti di salmi. «Vi sono sepolte 15 persone: 10 sono membri della famiglia Trevi, 5 della famiglia Cagli», continua Paziente. «Le tombe sono accorpate in modo da separare e rendere visibili i due nuclei familiari. Quelle dei Trevi sono più recenti. La tomba più grande custodisce le spoglie di Vitaliano Trevi e di due congiunti. Vitaliano Trevi», dice ancora lo storico, «era il patriarca della famiglia. Giunto in città alle soglie del ‘900, vi aprì un negozio di tessuti vicino a piazza Valignani. Sposò Settimia Forti, valente pianista, da cui ebbe quattro figli. Giorgio fu l’unico sopravvissuto ai genitori, della sua tomba resta solo una lapide, poggiata sul muro di cinta, vicino a quella della figlia Paola, che molti teatini ricordano ancora per la sua bellezza. Il tumulo, invece, è il piccolo comune sepolcro di due sue sorelline, Ludovica e Roberta, morte in tenerissima età. Nel ventennio fascista altre famiglie ebree vivevano a Chieti: i Terracina, i Coen e i Volterra, «tutte duramente e in vario modo colpite dalle leggi razziali e dalle persecuzioni naziste», annota Paziente. Solo gli ultimi Trevi sono rimasti in città fino alla morte. Hanno ricomposto, nel piccolo cimitero, accanto al patriarca Vitaliano, la comunità familiare disgregata dalle guerre e dalle persecuzioni. «Nel Giorno della Memoria», conclude Paziente, «l’amministrazione ricordi che ha la responsabilità della sistemazione e conservazione decorosa anche di questo piccolo cimitero ebraico». (a.i.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA