Cimitero, nuovo progetto per lo Scalo

Rimodulato il project financing per la presenza del metadonotto. Il camposanto vecchio è al collasso: 50 i posti rimasti
CHIETI. Si allungano i tempi per la realizzazione del nuovo cimitero di Chieti Scalo. I lavori, che si prevedeva potessero iniziare in primavera, saranno spostati almeno all’estate, vista la rimodulazione del project financing che si è dovuto fare a causa della presenza, stranamente non preventivata, di una linea di distribuzione del metanodotto Snam. E tutto questo mentre il cimitero storico scoppia. La disponibilità attuale è di una cinquantina di loculi di proprietà comunale, quando i dati sulla richiesta di posti si aggirano sui 340 l’anno. È vero che la maggior parte ha già una propria sistemazione, ma è anche vero che c’è una quota residua che, invece, non ce l’ha. Ma, andando di questo passo, fra circa 8 mesi, il Comune potrebbe trovarsi a dover mandare altrove chi chiede di essere sepolto a Chieti.
Quanto al project financing per il cimitero nuovo, lo scorso primo marzo è stato riapprovato il progetto definitivo così come è stato rimodulato dalla società proponente, l’Ati Socomer Grandi Lavoro (capogruppo), Electra Sannio, Edilizia Musicco, De Girolamo srl e Mi.Ru. Soc. Coop., che ha costituito una società di progetto chiamata Parco della Memoria - Chieti Scalo srl.
Il progetto è partito nel 2011 quando è stato approvato lo studio di fattibilità dell’intervento. L’iter è andato avanti, sebbene lentamente, fino a quando, l’anno scorso, ci si accorge di una interferenza con il metanodotto di proprietà della Snam Rete Gas. Per risolvere il problema non c’è altro da fare che ampliare l’area oggetto di esproprio per consentire lo spostamento delle infrastrutture che interferiscono con la costruzione del cimitero. Per questo motivo il progetto viene parzialmente cambiato. Lo scorso primo marzo una determina a firma del responsabile del procedimento e dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, Paolo Intorbida, ha riapprovato il progetto definitivo rimodulato e ha reiterato la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, nonché il suo carattere di urgenza e indifferibilità. Questo passaggio fa sì che per iniziare il primo lotto dei lavori non bisogna attendere che vengano espropriati anche i nuovi terreni su cui verrà ricollocato il metanodotto. L’operazione di esproprio può camminare di pari passo ai lavori. Ora, però, bisogna presentare e approvare il progetto esecutivo e completare l’iter burocratico.
Il nuovo cimitero risolverà i grandissimi problemi di posti di Sant’Anna, camposanto ormai saturo e senza possibilità di ampliamento. Il nuovo cimitero vedrà realizzati 8.552 loculi per tumulazioni di tipo frontale e laterale, 387 cappelle, 902 sepolture con sistema ad inumazione in campi, 3.256 loculi per resti mortali (ossari), 224 cellette per urne funerarie. Costerà 20 milioni di euro a carico del privato che lo gestirà per 30 anni. (a.i.)
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