Cimitero, Pompilio difende le nuove regole

La consigliera spiega: «Chi è già proprietario di una tomba potrà ampliarla nei limiti delle norme»
CHIETI. Al Comune tiene ancora banco la polemica sulle modifiche al regolamento cimiteriale. Al gruppo di Liberi a sinistra – Silvio Di Primio e Valentina De Luca – che si era detto contrario alle modifiche che avvantaggiano, a suo dire, chi ha più disponibilità economiche parlando di una mercificazione dei loculi, replica Serena Pompilio (Azione politica), presidente della commissione regolamento che ha portato in aula le modifiche poi passate con i voti dell’opposizione e di parte della maggioranza (il polo civico del vicesindaco Paolo De Cesare).
Secondo Pompilio, Di Primio non ha compreso il contenuto della delibera. «La prima proposta approvata non è altro che la possibilità di chi ha già una concessione cimiteriale di ampliare i propri sepolcri nei limiti delle norme», dice Pompilio, «nulla modifica l’assetto delle graduatorie poiché sono soggetti che già hanno la concessione cimiteriale per una durata già prestabilita che non andrà modificata. La seconda modifica approvata attiene la facoltà di chi ha già una concessione di trasferirla nella modalità che ritiene più opportuna che potrà essere anche a titolo gratuito e non per forza a pagamento come vogliono far credere. Trasferimento già previsto da sentenze amministrative plurime illustrateci in commissione dall’ufficio legale alle quali il regolamento comunale non era aggiornato e che, diversamente da quanto riportato alla stampa dai consiglieri Di Primio e De Luca, eviterebbe contenziosi per il Comune che già è stato soccombente in materia. Anche in questo caso le graduatorie non verrebbero minimamente toccate».
Pompilio torna anche ad attaccare l’assessore ai servizi cimiteriali Alberta Giannini, che in aula aveva invitato a non votare la delibera: «La verità è che l’assessore al ramo, che si fa difendere dai fidati consiglieri, ad oggi non ha sboccato il cimitero di Chieti Scalo, non ha revisionato tutte le concessioni già scadute per sbloccare le graduatorie ferme da anni, non ha rivisto un piano di azzonamento vecchio di 17 anni e si procede con il sistema delle requisizioni perché è una modalità molto più semplice invece di trovare soluzioni per la città». (a.i.)