Cimitero, prezzi dei fiori bloccati Ma il vento compromette gli affari

I commercianti: 30% di incassi in meno per il giorno di chiusura, ma stessi costi dell’anno scorso La navetta ripristinata solo per un giorno. Polizia municipale anche in borghese per la sicurezza
CHIETI. Aumentano dappertutto ma non a Chieti. In controtendenza con la media nazionale, il “caro-crisantemo” non tocca la città: i fiorai che stazionano nei pressi del cimitero di Sant’Anna non hanno aumentato il costo dei fiori. «I prezzi sono rimasti uguali all'anno scorso», dice il fioraio Antonio Di Nardo, «i crisantemi, a seconda della tipologia, vengono da 1 a 2 euro». Prezzi simili anche per i crisantemi della bancarella di Vincenzo Carpentieri: «Non andiamo al di sopra dei 2 euro», afferma, «anche se quest’anno siamo stati danneggiati dal forte vento che ha costretto il Comune alla chiusura del cimitero. Abbiamo stimato un 30% in meno di fatturato. Ma non abbiamo alzato il prezzo dei fiori rispetto all’anno scorso».
L’imprevista chiusura è stata solo uno dei diversi problemi che affliggono il cimitero teatino. Gestito per anni dalla Teateservizi, dallo scorso luglio il luogo sacro è tornato di competenza diretta del Comune che, ente in dissesto, non ha la forza per portarne avanti la gestione. I 10 ettari di terreno vengono gestiti con soli due dipendenti comunali e nove interinali: uno sforzo enorme per l’ente che sta cercando faticosamente di riappianare i debiti e risanare i conti. Il piano del Comune è di affidare al più presto la struttura all’esterno, ma spera che a gestirla non sia un privato bensì l’altra partecipata comunale, Chieti Solidale.
«Speriamo vivamente», ha detto a riguardo la consigliera comunale delegata ai servizi cimiteriali Alberta Giannini, «che si riesca al più presto ad affidare il sito alla Chieti Solidale. C’è una delibera di giunta che ha dettato una linea di indirizzo in tal senso. Ma si tratta, appunto, solo di un indirizzo. Attualmente siamo nella fase dell’indagine di mercato, imposta dalla procedura Anac. Noi speriamo che tra gennaio e febbraio del 2024 la procedura di affidamento possa concludersi a favore della nostra partecipata. In questo modo il servizio potrà essere potenziato, partendo dalla realizzazione di nuovi loculi».
Nel frattempo si va avanti come si può. Il Comune è riuscito ad assicurare per una sola giornata il bus navetta, cancellato in un primo momento proprio per problemi economici. «Tutto sommato non c’è differenza rispetto agli anni scorsi», dice Clara Di Renzo, in visita ai propri cari da fuori città, «anche se si vede che il vento degli scorsi giorni ha lasciato molte tracce a terra. È comunque un peccato vedere in alcuni tratti l’asfalto così rotto. Per i più anziani è anche un pericolo». Nella giornata di ieri a sorvegliare che tutto andasse per il meglio c’erano anche otto vigili urbani, alcuni in borghese, oltre al vicecomandante della polizia municipale Fabio Primiterra. «Non si sono registrate criticità», ha detto Primiterra, «qualche fenomeno di accattonaggio è stato subito sanato, facendo allontanare gli accattoni». Il Comune ha provveduto ad allestire anche il sacrario militare dove, sia ieri pomeriggio che questa mattina alle 10, sono state programmate due messe solenni. Quella di ieri pomeriggio ha visto la presenza dell’arcivescovo Bruno Forte, di molti sacerdoti della diocesi e della Schola Cantorum Zimarino, diretta da Gabriele Di Iorio.
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