Cinalli: con Pellegrini gestione fallimentare

ATESSA. «Gli attacchi del consigliere comunale Vincenzo Pellegrini alla giunta rivelano un evidente imbarazzo», così afferma il vicesindaco Federica Cinalli. Pellegrini ha criticato la maggioranza...
ATESSA. «Gli attacchi del consigliere comunale Vincenzo Pellegrini alla giunta rivelano un evidente imbarazzo», così afferma il vicesindaco Federica Cinalli. Pellegrini ha criticato la maggioranza sia sui lavori di piazza Garibaldi sia sul bilancio. «I precedenti amministratori» sostiene Cinalli, «hanno gestito oltre 3 milioni di entrate straordinarie derivanti dalla vendita della farmacia comunale, dalla vendita del 49% della Sangro Servizi, e dalle compensazioni per il passaggio sul nostro territorio degli impianti della Terna. Non hanno speso un euro per le contrade attraversate dai pali dell’alta tensione; hanno lasciato in condizioni fatiscenti le strade che collegano le contrade, il parcheggio multipiano, gli impianti sportivi e altre cose; hanno messo a carico di tutti i contribuenti il costo di gestione di un mattatoio utilizzato da pochissime persone, non avendo più quella struttura gli utenti del passato».
Pellegrini è stato per le due precedenti legislature vice sindaco di Nicola Cicchitti. «Stiamo rimettendo mano a questa eredità fallimentare» dice l'attuale vicesindaco. «Abbiamo riorganizzato il bilancio e puntiamo a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, prima di fare nuovi investimenti. E questo proprio per riparare ai guasti di Pellegrini e di Liberatessa, che confondono le acque mettendo sullo stesso piano i servizi a domanda individuale e i tributi. Per i servizi a domanda individuale il Comune, e quindi la collettività, compartecipa alla spesa per una copertura complessiva di circa il 58%: l’aver ridefinito le tariffe di alcuni di questi servizi, introducendo, come per la mensa, l’indicatore Isee (tariffazione relativi alla composizione del nucleo famigliare e situazione patrimoniale di ciascuno). La compartecipazione dell’intera comunità al costo del servizio mensa va da un minimo dello 8,26% ad un massimo del 100%. Le misure varate dalla giunta, relativamente alle tariffe dei servizi a domanda individuale» conclude Cinalli «hanno fornito una risposta al richiamo perentorio della Corte dei conti, che già da anni segnalava la necessità di applicare misure di contenimento della spesa e di evitare il ricorso eccessivo e cronico all’anticipazione di cassa». (m.d.n.)

