Cinghiale contro l’auto Condannata la Regione

Casalbordino, confermata in appello la sentenza per l’incidente a un operaio Il giudice: responsabile l’ente che ha controllo e gestione della fauna selvatica
CASALBORDINO. In caso di incidenti con i cinghiali la responsabilità è della Regione, cui è demandato il controllo della fauna selvatica, e non l’ente proprietario della strada. A ribadire la sentenza di primo grado, emessa dal giudice di pace di Casalbordino per l’incidente stradale causato da un cinghiale ai danni di un operaio, è stata la Corte d’appello dell’Aquila che ha rigettato il ricorso presentato dalla Regione. L’incidente risale al 2014. L’operaio tornava a casa. Ebbe appena il tempo di percepire un’ombra, poi vide passare davanti all’auto un branco di animali e sentì un botto tremendo. L’incontro ravvicinato con una gruppo di cinghiali avvenne sulla strada che da contrada Miracoli porta a Casalbordino Lido. Uno degli ungulati, il più grosso, urtò la vettura. L’impatto con l’animale fu violento. Il guidatore perse il controllo del mezzo, la vettura finì fuori strada. Fortunatamente in quel momento non sopraggiungeva nessuno dal lato opposto. L’auto riportò grossi danni. «La Corte ha confermato la pronuncia del giudice di pace in merito alla responsabilità dei danni provocati dalla fauna selvatica», dice l’avvocato Luigi Colomba, «è stata ribadita la legittimazione passiva della Regione in merito al risarcimento». Non è la prima volta che la magistratura ribadisce la responsabilità dell’ente regionale. «Ormai gli incidenti che si verificano a causa dei cinghiali sono numerosi. Fino ad oggi, nel Vastese, non ci sono state vittime ma spesso ci sono stati feriti e danni gravi», protestano i pendolari, «avevano promesso interventi e invece la situazione non solo non migliora ma è diventata un serio problema per la circolazione di auto, moto e qualsiasi altro mezzo transiti su questa strada e anche fuori da Casalbordino». E c’è anche chi, prendendo spunto da questa vicenda, sta raccogliendo l’elenco delle vittime degli incontri ravvicinati con i cinghiali per presentare una richiesta di risarcimento danni a chi è responsabile della pericolosa invasione. «È una sentenza importante», commenta l’avvocato Colomba, «che può aprire una lunga serie di contenziosi. Oltre a ribadire la competenza della Regione in merito al controllo della fauna selvatica, la sentenza rigetta tutti gli altri motivi di appello statuendo che la questione della competenza dell’ente proprietario della strada è indifferente, in quanto si discute unicamente della gestione della fauna selvatica e non delle misure di protezione della strada». Secondo l’autorità giudiziaria, la Regione non avrebbe svolto in maniera diligente i poteri di controllo e gestione della fauna omettendo i necessari strumenti di tutela come cartelli, recinzioni, dissuasori. (p.c.)
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