Cinghiale dentro il bar e tra le tombe

31 Dicembre 2020

Due dipendenti di Teateservizi inseguono in auto l’animale: «Lo mettiamo sotto». Il sindaco: gesto pericoloso, li puniremo

CHIETI. Un cinghiale arriva in pieno centro abitato a Chieti: entra nel bar Egea, poi semina il panico in strada e si rifugia nel cimitero. Qui, due dipendenti della Teateservizi, società partecipata del Comune, inseguono l’animale a bordo di un’auto bianca e riprendono la scena con il cellulare. «Lo metto sotto, lo metto sotto», grida uno di loro. Mentre l’ungulato scappa nelle campagne circostanti, il video finisce sui social network e scoppia il caso. «La coppia di lavoratori verrà punita», assicura il sindaco Diego Ferrara, che chiude il cimitero per l’intera giornata a scopo precauzionale perché si diffonde la notizia, poi in realtà non confermata, di un secondo cinghiale ferito che si nasconde tra le tombe.
La mattinata di paura comincia alle 8.40. È l’orario in cui le telecamere riprendono l’animale entrare nel bar tabaccheria Egea di via Salomone. «È stato tutto molto veloce», racconta il titolare Angelo Tini. «All’improvviso mi sono visto davanti il grosso animale che arrivava da piazza Garibaldi. Per fortuna, in quel momento non c’erano clienti. Sono subito andato fuori. Dopo pochi secondi, il cinghiale è scappato». Su Facebook spuntano video in cui l’esemplare viene immortalato in via Padre Alessandro Valignani e in via Ettore Ianni, mentre entra nel cimitero. Sono numerose le telefonate che giungono al 112. In zona arrivano i carabinieri forestali, i militari del nucleo operativo e radiomobile, gli agenti della municipale, i veterinari della Asl. Il putiferio si scatena quando diventa virale il filmato dei due dipendenti di Teateservizi che si lanciano all’inseguimento del cinghiale. «Quel video», attacca il Wwf, «è semplicemente vergognoso. Gli ungulati a zonzo lungo le strade cittadine rappresentano l’ennesima dimostrazione del fallimento della politica di contenimento della specie affidata alla caccia: ormai, tra attività venatoria e quella cosiddetta “di selezione”, ai cinghiali si spara praticamente tutto l’anno, e da molti anni, e in Abruzzo persino durante i giorni di zona rossa, eppure danni e presenza non diminuiscono affatto». Attacca anche Enrico Rizzi, un influencer ambientalista: «Quello dei dipendenti del cimitero è stato un gesto folle, poteva essere una strage».
Il sindaco assicura: «Coloro che hanno rincorso l’animale, cercando di braccarlo, hanno commesso un gesto grave e irresponsabile. Non hanno considerato il rischio che l’animale, ancora più spaventato, potesse essere anche più pericoloso per la cittadinanza. È una situazione che chiariremo, affinché non si ripresenti più una simile avventatezza, anche perché certi comportamenti vengono assunti come responsabilità individuale di chi li compie e incorrono in responsabilità che accerteremo». Ora i due dipendenti di Teateservizi rischiano pesanti sanzioni disciplinari. «L’incolumità pubblica e dello stesso animale», dice il consigliere comunale Giampiero Riccardo (Italia Viva), «è stata messa in serio pericolo da un intervento inadeguato e rozzo. Cosa sarebbe accaduto se il cinghiale nel tentativo di sfuggire all’inseguimento si fosse scontrato contro un’auto in transito o avesse travolto un passante?». E in serata nuovi video sui social hanno ripreso il cinghiale in via Forlanini.