Cinghiali, 40 sindaci incontrano la Regione

3 Settembre 2018

Atessa. Vertice con l’assessore Pepe per chiedere nuovi interventi necessari ad abbattere gli animali 

ATESSA. Oggi alle 18, nella sala consiliare, nuova riunione dei sindaci del comitato per la tutela e valorizzazione ambientale del Sangro-Aventino-Frentano. All’ordine del giorno c’è un argomento sempre di maggiore attualità: il problema dei cinghiali.
Alla riunione parteciperanno l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, alcuni dirigenti dell’Ispra e il comandante della polizia provinciale, Antonio Miri. Nei giorni scorsi, all’atto della convocazione dei sindaci, il primo cittadino di Atessa, Giulio Borrelli, aveva dichiarato: «Gli strumenti che attualmente la legge mette a disposizione, e che stiamo diligentemente applicando nel comune di Atessa e in altre realtà, sono insufficienti a contenere il fenomeno. C’è il problema delle riserve naturali, che va discusso».
Il comitato dei sindaci, che già si è battuto per importanti questioni del territorio – insediamento in Val di Sangro di alcune fabbriche ad alto impatto inquinante; il no alla discarica di amianto a Rocca San Giovanni; la carenza idrica che porta alle chiusure notturne in svariati paesi –, oltre a fare il punto sui cinghiali, proporrà alla Regione idee che sono state elaborate da sindaci ed esperti dell’argomento. Prima fra tutte dovrebbe essere richiesta la modifica del piano di controllo dei cinghiali (Dgr 185 del 2018) e, in modo particolare l’introduzione della “braccata” come modalità di contenimento. La braccata è una tecnica di caccia al cinghiale, la quale consiste in quell’azione combinata di uomini e cani che portano a scovare il cinghiale e al suo successivo abbattimento. È necessaria anche l’istituzione di un tavolo tecnico per stabilire i vari criteri di applicazione della suddetta modalità. I risultati ottenuti per arginare la presenza dei cinghiali, problematica per i danni causati in agricoltura oltre che per la sicurezza sulle strade, finora sono insoddisfacenti e questo è un altro aspetto sul quale i sindaci oggi faranno forza. Un’altra idea, non percorribile in tempi brevi è la proroga del normale periodo di attività venatoria sui cinghiali da allungare oltre i tre mesi previsti dal calendario della caccia. La proposta dei sindaci sulla caccia in braccata tiene conto dei dati sugli abbattimenti in possesso degli Atc e Regione dai quali si deduce come la caccia in braccata sia numericamente il più netto tra le varie tecniche utilizzate.
Quella di oggi non è la prima riunione che l’assessore regionale Pepe fa con sindaci, cittadini e associazioni venatorie sul problema annoso dei cinghiali: sono stati illustrati piani e iniziative ma, a quanto pare, i pericoli che derivano dall’eccessivo numero dei cinghiali non solo non diminuiscono ma aumentano.
Matteo Del Nobile
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