Cinghiali, 540 incidenti in tre anni e mezzo

La Asl elenca le strade più colpite nel Chietino: è emergenza nel Vastese, servono reti di protezione
CHIETI. In tre anni e mezzo in provincia di Chieti ci sono stati centinaia di incidenti stradali causati da cinghiali, che in 540 casi sono morti. Il Vastese è la zona più colpita (314 cinghiali rimasti uccisi), poi c’è il Frentano (160) e il Chietino (66). A rivelarlo è uno studio dettagliato condotto dal Dipartimento prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, diretto da Giuseppe Torzi, che ha preso in esame il periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 30 giugno di quest’anno. Lo studio è stato inviato all’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì, al prefetto Giacomo Barbato e a tutti i sindaci della provincia di Chieti con indicazioni sui possibili interventi per ridurre i rischi per gli automobilisti. «Osservando la geolocalizzazione dei sinistri», spiega Torzi, che ha curato lo studio insieme ai veterinari Pietro Di Taranto e Alessia Ioannoni del Servizio igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, «si può notare come gli incidenti più gravi avvengano prevalentemente in zone agricole percorse da strade a scorrimento veloce. I nostri dati possono risultare utili alle amministrazioni locali per individuare questi tratti stradali e installare reti di protezione, dissuasori o altri dispositivi in grado di impedire l’attraversamento dei cinghiali». Nel Vastese gli incidenti si verificano soprattutto lungo la statale 16 e la statale 650. Il Comune più colpito è quello di Vasto dove sono stati rinvenuti 101 esemplari morti di cinghiale, seguono Casalbordino (64) e Torino di Sangro (32). Per quanto riguarda i distretti di Lanciano e Chieti, i Comuni più interessati sono Ortona (28), Fossacesia (20), San Vito Chietino (18) e Lanciano (17). Lo studio ha permesso anche di circoscrivere il periodo dell’anno in cui si verifica il maggiore numero di incidenti: si tratta del periodo tra marzo e novembre, con picchi ad aprile e maggio.
Tra i possibili interventi a tutela degli automobilisti, lo studio segnala alcune sperimentazioni innovative, adottate ad esempio in Emilia Romagna, dove è stato utilizzato un impianto che si basa su sensori di movimento, in grado di rilevare e segnalare la presenza di fauna in prossimità della strada e attivare dispositivi luminosi di allarme per avvisare gli automobilisti di ridurre la velocità. Altre soluzioni proposte sono la cartellonistica verticale non convenzionale, dissuasori acustico/visivi basati sull’utilizzo di luci a led e in grado di emettere segnali sonori, attivati dai fari degli autoveicoli. Vi sono anche app per smartphone che, utilizzando i dati in archivio, segnalano ai conducenti i tratti stradali a maggiore rischio di collisione.

