Cinghiali, distrutti vigneti carichi di uva

Filari abbattuti nel Vastese, danni a Piana d’Alloro di Casalbordino. Bosco: situazione grave. Torricella: ortofrutta schiacciata
VASTO. Cinghiali scatenati. La notte fra sabato e domenica, mandrie di ungulati hanno abbattuto nel Vastese decine di filari pieni di grappoli di uva. La zona più danneggiata è stata Piana d'Alloro a Casalbordino. Un ettaro e dieci di terreno coltivato a vigneti di uva pecorino (impiegato per la vinificazione), è stato distrutto. Il vigneto è di Alessandro Travaglini. Il viticoltore ha subito danni gravissimi. «Tutti i viticoltori e gli operatori agricoli stanno subendo gravi danni dall'invasione ormai incontenibile di cinghiali», dichiara Michele Bosco, presidente dell'associazione Terre di Punta Aderci. «La situazione è grave, soprattutto a ridosso delle aree protette dove non viene fatto alcun intervento di contenimento. Gli agricoltori si sentono abbandonati».
Gli operatori invocano un maggior coinvolgimento di polizie e carabinieri forestali affinché intervengano in modo più massiccio sul territorio per fronteggiare l'annoso problema che interessa i terreni agricoli e la sicurezza stradale. «È necessario un abbattimento straordinario dei cinghiali», insiste Bosco. Un anno e mezzo di chiusure da pandemia hanno limitato lo spostamento dei selecontrollori e dei gruppi venatori. Ciò ha inciso profondamente sul proliferare della fauna selvatica. A livello nazionale, Coldiretti ha calcolato un aumento della popolazione di ungulati del 15%. «Una vera e propria invasione incontrollata», afferma Bosco, «con i branchi che si spingono sempre più vicino ai centri abitati mettendo a rischio non solo la tenuta economica dei territori, con le aziende agricole costrette a fare la conta quotidiana dei danni, ma anche la stessa incolumità delle persone».
Non è solo l'uva ad essere nel mirino dei cinghiali. «I nostri associati», racconta Nicolino Torricella, presidente della Cooperativa Eurortofrutticola del Trigno, «lamentano danni alle coltivazioni di ortaggi. Dove passano i branchi viene distrutto tutto. In qualche caso i cinghiali mangiano, spesso calpestano e schiacciano gli ortaggi pronti per essere raccolti», dice Torricella. Essendo onnivoro, il cinghiale mangia di tutto, dai vegetali ai piccoli animali. Uno dei luoghi preferiti sono i vigneti con tralci bassi e maturi, le piantagioni di mais, le faggete con i semi e a terra e gli orti con frutta dolce. Le semplici recinzioni non bastano a tenere lontani gli animali, anche perché, contrariamente a quanto si possa pensare, i cinghiali sono agili e all'occorrenza saltano. Qualcuno ricorre a dissuasori e ultrasuoni. «I sindaci, possono fare qualcosa», insistono gli agricoltori. «Devono emettere ordinanze per l'abbattimento prima di dover piangere qualche vittima».
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