Cinghiali l’allarme cresce Subito il piano d’abbattimento
CHIETI. 16 ottobre: cinghiali al pascolo in via Polacchi, allarme allo Scalo. 20 ottobre: cinghiale si schianta contro un bus sulla statale 16, danni per 10.000 euro. 20 ottobre: pastore ferito dalla...
CHIETI. 16 ottobre: cinghiali al pascolo in via Polacchi, allarme allo Scalo. 20 ottobre: cinghiale si schianta contro un bus sulla statale 16, danni per 10.000 euro. 20 ottobre: pastore ferito dalla carica di un cinghiale. 1 novembre: "Così ho sfiorato la morte per colpa di un cinghiale" dice un conducente di Torino di Sangro finito fuori strada con l'auto ribaltata. 13 novembre: 10 cinghiali invadono Guardiagrele. Sono solo alcuni degli ultimi e più significativi fatti di cronaca, quasi un bollettino di guerra, che raccontano la convivenza ormai impossibile, non solo per il mondo agricolo ma per l'intera collettività, con i cinghiali. A raccontare ancora una volta di una “situazione non più sostenibile” è Coldiretti Chieti che, all’indomani dell’allarme cinghiali scattato a Guardiagrele, ricorda che la situazione nella provincia teatina è critica e non migliora neanche in questo periodo di caccia, anzi di semi-caccia perché in tutta l'area dell'Atc vastese finora non si è esercitata se non con solo 10 squadre contro le 38 dello scorso anno. «E’ indispensabile che la Provincia approvi il piano quinquennale di gestione dei cinghiali, che avrebbe dovuto approvare entro il 2014», dice Sandro Polidoro, presidente di Coldiretti Chieti, «a questo poi dovrà seguire un piano di assestamento annuale che stabilisca il numero di capi da abbattere per ciascuna macro area. È ora di passare dalle parole ai fatti», conclude Polidoro, «di trovare la giusta formula per attivare un contenimento della specie anche in aree e zone protette. È indispensabile un piano di abbattimento continuativo che dia finalmente una soluzione al problema».

