Cinghiali, la polizia provinciale è pronta per gli abbattimenti

1 Settembre 2021

Il comandante Miri: «Spetta a noi dare attuazione alle ordinanze dei sindaci con gli strumenti previsti» Colture danneggiate: i privati possono compilare i moduli presi dai siti internet di Provincia e Regione

VASTO. Selecontrollo e abbattimento dei cinghiali: polizia provinciale in azione. Nuovi avvistamenti di cinghiali fra le dune della Marina e in via San Sisto, alla periferia di Vasto. Ancora una volta un branco si è avvicinato alle case incurante della presenza dei residenti. Il passaggio e pascolo dei cinghiali è diventata una vera e propria emergenza. Non solo sulle strade e fra le coltivazioni ma anche nel centro urbano. Sempre più numerosi, si avvicinano alle abitazioni costituendo un pericolo reale per i residenti. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, però, non ha ancora firmato l'ordinanza che permetterebbe l'abbattimento degli animali più pericolosi. La polizia provinciale è invece pronta a intervenire a San Salvo, Casalbordino e Torino di Sangro per il contenimento della specie, in virtù delle ordinanze firmate dai rispettivi sindaci, Tiziana Magnacca, Filippo Marinucci e Nino Di Fonso.
«I sindaci», spiega il comandante della polizia provinciale, Antonio Miri, «hanno a disposizione le misure per proteggere la pubblica incolumità e possono firmare ordinanze ai sensi dell'articolo 44 della legge regionale numero 10 del 2004 per la cattura e l'abbattimento dei cinghiali nei centri urbani. Spetta poi alla polizia provinciale», prosegue Miri, «dare attuazione alla richiesta con gli strumenti previsti dalle norme. La polizia provinciale ha già attivato i piani di controllo nelle aree urbane», assicura il comandante. «Per quanto riguarda le colture danneggiate, i privati possono a loro volta fare una comunicazione alla polizia provinciale compilando i moduli che possono essere scaricati sulla pagina della Regione o della Provincia».
È vero che i cinghiali sono attratti dall'odore dell'uva e della frutta in genere, ma per limitare gli assalti, i proprietari o conduttori dei terreni devono cercare di mantenere puliti e sgomberi i terreni e le aree private dalla vegetazione infestante che attira gli ungulati. «L'abbattimento degli animali», ricorda la polizia provinciale, «può comunque avvenire solo seguendo regole ben precise». I pendolari ritengono che il selecontrollo e la cattura non sia sufficiente. «Ogni giorno e ogni notte rischiamo la vita», insistono gli operai che dal Vastese devono raggiungere la Val di Sangro per motivi di lavoro. «Il risarcimento del danno non serve quando si rischia la vita», protestano gli automobilisti. Non sono meno arrabbiati gli agricoltori. Michele Bosco, presidente delle Terre di Punta Aderci, ricorda che da anni denuncia i danni provocati dai cinghiali all'agricoltura. «In questo periodo la produzione vinicola viene distrutta dai branchi» denuncia Bosco invitando il sindaco Menna a firmare l'ordinanza.
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