Cinghiali, mano dura dei sindaci: altre ordinanze per le uccisioni

San Salvo, Casalbordino e Torino di Sangro si associano al provvedimento del primo cittadino di Gissi Menna (Vasto) indeciso. Cresce la conta dei danni alle colture, segnalati nuovi incidenti stradali
VASTO. Campi distrutti e continui incidenti. I sindaci di San Salvo, Casalbordino e Torino di Sangro, Tiziana Magnacca, Filippo Marinucci e Nino Di Fonso, raccolgono le richieste di aiuto di pendolari e agricoltori e decidono di firmare le ordinanze per la cattura e l'abbattimento dei cinghiali. Ancora indeciso, per il momento, il sindaco di Vasto, Francesco Menna. Tiziana Magnacca per la verità già in passato aveva disposto iniziative per frenare il proliferare dei cinghiali. «Farò tutto quello che legalmente può essere fatto per risolvere questo problema che sta provocando danni economici e fisici ai cittadini», dice la Magnacca. «Avevamo già preparato una ordinanza in passato che però venne bloccata dalla prefettura. Ora la normativa in materia è mutata. Attenendomi scrupolosamente a quanto previsto dalla legge», afferma il primo cittadino di San Salvo, «mi assumerò la responsabilità di emettere provvedimenti che consentano la tutela del lavoro e degli agricoltori ma anche l'incolumità di automobilisti, motociclisti e ciclisti che sempre più spesso rischiano la vita a causa di incidenti provocati dall'attraversamento di branchi di cinghiali sulle strade periferiche ma anche urbane».
Anche i sindaci di Casalbordino e Torino di Sangro agiranno nella stessa maniera. Promettono il pugno duro sui cinghiali come il collega di Gissi, Agostino Chieffo. Una volta disposto l'abbattimento, spetterà ai cosiddetti “selettori” occuparsi di catturare e abbattere gli animali. I sindaci hanno deciso di adottare la linea dura per la salvaguardia della pubblica incolumità, per la sicurezza urbana e la tutela della salute dei cittadini. Le incursioni dei cinghiali nelle contrade, sulla riviera, in prossimità del centro abitato e persino in spiaggia, causano situazioni di pericolo. Gli incidenti stradali non si contano più. La Regione si è assicurata e i danni degli incidenti avvenuti nei tratti di competenza regionale vengono risarciti. «Ma cosa me ne faccio dei soldi se perdo la vita o la salute?, protesta un pendolare. «La situazione va affrontata. Raggiungere la Val di Sangro è diventato un incubo, soprattutto quando faccio il turno notturno». Non appena le ordinanze saranno firmate dai sindaci, l’abbattimento degli ungulati potrà cominciare. Sarà la polizia provinciale a curare il trasferimento degli animali abbattuti e il monitoraggio sanitario. Da più parti vengono lanciati appelli al sindaco di Vasto a rompere gli indugi e a disporre anche lui i provvedimenti necessari per la tutela della salute pubblica. «La situazione è diventata drammatica», ripete Michele Bosco, presidente dell'associazione Terre di Punta Aderci, «quello che in questi giorni è accaduto ai vigneti è sotto gli occhi di tutti».
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