Cinghiali, ora si temono epidemie

Leonzio (Ambiente e Cultura) presenta esposti nelle Procure di Abruzzo e Molise
VASTO. Non solo auto e coltivazioni distrutte. L’invasione di cinghiali potrebbe scatenare un’epidemia. È quanto viene riportato in un esposto che sarà consegnato alle Procure abruzzesi e molisane dal presidente dell’associazione “Ambiente e Cultura”, Paolo Leonzio. La presenza spropositata di cinghiali, a giudizio di Leonzio, oltre a creare inquinamento e degrado ambientale anche all’interno della riserva regionale di Punta Aderci - pare che un branco di 20 cinghiali gironzoli liberamente nella zona - potrebbe provocare il diffondersi di gravi malattie, come epatite, psueudorabbia, brucellosi e leptospirosi.
«Le recenti aggressioni da parte di cinghiali ai cittadini e il ritrovamento di carcasse di ungulati a Punta Aderci, fanno riemergere la necessità di prendere provvedimenti concreti per arginare un grave fenomeno e punire chi ha il dovere di controllare», scrive Leonzio. «Il problema non riguarda solo l’essere umano che subisce aggressioni fisiche o lamenta danni alle auto per attraversamenti improvvisi ma riguarda anche la fauna protetta messa a serio rischio dalla condotta degli animali selvatici. Gli habitat naturali non vengono salvaguardati e l’assenza di controllo sotto l’aspetto igienico sanitario potrebbe determinare un pericolo concreto».
Leonzio ricorda quindi i risultati dello studio del Dipartimento di prevenzione della Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti che parla di altissima probabilità di contagio di gravissime malattie come l’epatite E (Hev), la cosiddetta pseudorabbia, agente eziologico del morbo di Aujeszky, brucellosi e leptospirosi ma anche rogna, alopecia ed altre patologie.
Leonzio ha quindi preparato un esposto che nei prossimi giorni sarà depositato in tutte le Procure abruzzesi e molisane. «I bambini in particolare sono esposti ad un pericolo concreto di aggressioni e malattie», denuncia Leonzio. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

