Cinghiali, sì di 43 sindaci all’ordine di abbattimento

21 Settembre 2016

Primi cittadini riuniti in assemblea a Lanciano: il documento al vaglio del prefetto Fioriti: mia figlia ha rischiato la vita. Teti: vanno tutelati agricoltori e allevatori

LANCIANO. L'emergenza cinghiali approda sul tavolo del prefetto di Chieti, Antonio Corona, in tutta la sua drammaticità. Sono 43 i sindaci che ieri si sono incontrati nella ex Casa di conversazione di Lanciano, dopo settimane di incontri e discussioni sulle soluzioni da intraprendere per arginare una situazione ormai fuori controllo. L’iniziativa è stata presa per inviare al prefetto la bozza di ordinanza di abbattimento dei cinghiali sottoscritta da tutti i sindaci, che hanno accolto l’invito lanciato per primo dal sindaco di Roccascalegna, Domenico Giangiordano.

L’ABBATTIMENTO. «È l’unica soluzione praticabile», precisa il sindaco di Gessopalena, Andrea Lannutti, «il contenimento numerico di questi animali è un problema che va affrontato adesso. Dappertutto è preservata l’incolumità pubblica, perché in Italia no? Eppure secondo il decreto del ministero dell’Ambiente del 19 aprile 1996 il cinghiale è incluso tra le specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica». «Non ci sono alternative all’abbattimento, e lo dico da veterinario», interviene Mario Troilo, sindaco di Archi, «pensiamo ad esempio ai bocconi a base di sostanze estrogene per inibire la proliferazione: come facciamo ad essere certi che vengano mangiati solo dai cinghiali? Ancora, questi animali sono delle prede per lupi e volpi che possono subire conseguenze gravi se ingeriscono carne di cinghiale sottoposto a questo regime ormonale. E non dimentichiamo che anche l’uomo mangia carne di cinghiale». Secondo l’ordinanza, che deve essere valutata dal prefetto, si potrà dare mandato a polizia provinciale e Forestale, che potranno coinvolgere anche le associazioni venatorie, per uccidere i cinghiali 7 giorni su 7 nei territori comunali coinvolti, ma fuori dai centri abitati e a 150 metri dalle abitazioni.

LE RISERVE. Nell’ordinanza è esplicitamente espresso che gli abbattimenti potranno avvenire anche nelle aree di tutela, zone di ripopolamento e cattura, parchi e riserve, dal momento che proprio in queste zone c’è la maggiore concentrazione di ungulati.

I DISAGI. «Ieri sera mi hanno attraversato la strada ben 16 cinghiali», racconta il sindaco di Palena e vice presidente del Parco nazionale della Maiella, Claudio D’Emilio, «non è più soltanto una questione di presenza infestante, ma di emergenza. Le mamme mi hanno chiesto di recintare i parco giochi perché i cinghiali arrivano fin lì. Nessuno si sente più sicuro». «Mia figlia ha rischiato la vita a causa dell’attraversamento di cinque cinghiali, confermato anche dai carabinieri», interviene esasperato Remo Fioriti (Tornareccio), «la macchina è distrutta e lei è viva per miracolo. Da sindaco avrei dovuto denunciare me stesso. Questo problema è drammatico e noi siamo impotenti». «Il problema riguarda anche l’economia», spiega Tiziano Teti (Torricella Peligna), «famiglie di agricoltori e allevatori rivendicano il diritto di vivere del proprio lavoro. Abbiamo fatto tanto per tutelare e promuovere prodotti come ad esempio il peperone dolce di Altino, divenuto presidio Slow Food, ma i campi sono continuamente e costantemente devastati dai cinghiali».

COMUNI COINVOLTI. La protesta, una volta accesa la miccia, non si fermerà. È la sensazione che serpeggia in assemblea. Le adesioni alle ordinanze di abbattimento contano già 43 comuni (Altino, Gessopalena, Roccascalegna, Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Colledimacine, Taranta Peligna, Lettopalena, Palena, Civitella Messer Raimondo, Bomba, Fara San Martino, Sant’Eusanio del Sangro, Palombaro, Archi, Casoli, Colledimezzo, Pennadomo, Atessa, Castel Frentano, Montebello sul Sangro, Tornareccio, Santa Maria Imbaro, Treglio, Fossacesia, Montelapiano, Montazzoli, Borrello, Gamberale, Torino di Sangro, Monteferrante, Roio del Sangro, Mozzagrogna, San Buono, Villa Santa Maria, Torrebruna, Fallo, Carunchio, Pietraferrazzana, Furci, Quadri, San Giovanni Lipioni, Frisa), ma altri si aggiungeranno.

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