Cinghiali, stagione record In due mesi uccisi 338 capi

4 Settembre 2017

I dati dell’Atc Chietino-Lancianese con il ricorso al sistema del selecontrollo Castiglione: i corsi e le attività svolte sul territorio stanno dando i frutti sperati

CHIETI. Qui, dove la lotta al cinghiale sta dando i suoi frutti, in due mesi sono stati abbattuti 338 ungulati. Da quando a fine giugno è entrato in vigore il cosiddetto selecontrollo - che non è caccia vera e propria ma controllo sulla presenza dei cinghiali tra le colture dei terreni e tra i vigneti (soprattutto in questo periodo di vendemmia) - i risultati per l’Ambito territoriale di caccia (Atc) Chietino Lancianese presieduto da Corrado Di Nardo, si sono visti senza timori di smentita, in un territorio in cui la riproduzione di questi esemplari viaggia al ritmo del 120% l’anno perché gli animali trovano da mangiare in abbondanza e il cibo è di alta qualità.
«Ad agosto 2015», spiega Vincenzo Castiglione, del direttivo dell’Atc e presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Ambito, «interessammo la Regione sull’emergenza fauna selvatica insieme alla Copagri per far sì che questo fenomeno non esplodesse. E con la Federcaccia provinciale ripetemmo diversi censimenti. Da tempo il nostro Ambito territoriale collabora con la Federcaccia provinciale presieduta da Giannicola Di Carlo: abbiamo organizzato insieme al tecnico Giovanni Giuliani 8 corsi per selecontrollori, riconosciuti dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, abilitando circa 400 selecontrollori che non sono altro che cacciatori “speciali” con titoli e autorizzazioni che consentono loro di dare un prezioso contributo al mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema, per le specie del cervo, capriolo, cinghiale, muflone, daino e volpe. Ecco, con tutta questa attività», prosegue Castiglione, «noi dell’Atc Chietino-Lancianese il problema della presenza abbondante dei cinghiali lo abbiamo arginato. Il selecontrollo sta dando i suoi frutti grazie anche alla collaborazione con l’ispettore superiore Fabrizio Di Campli, della polizia provinciale. Oggi ci troviamo a soddisfare tante richieste d’intervento per gli abbattimenti dei cinghiali da parte dei contadini che vedono danneggiate le colture».
Nel corso dell’ultima stagione venatoria 2016-2017, lo stesso Atc aveva annunciato l’abbattimento di 2.447 cinghiali, il 70% in più rispetto alla precedente stagione venatoria, con numeri da primato su scala regionale: 1.723 capi uccisi dalle squadre in braccata tra ottobre e dicembre 2016; 379 cinghiali abbattuti in attività di controllo coordinate dalla polizia provinciale; 345 capi uccisi in caccia di selezione tra marzo e il 15 giugno scorso.
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