Cinque Comuni pronti a fondersi
Il progetto prevede la nascita di un unico ente da seimila abitanti
RAPINO. Un tavolo permanente per ragionare sulla possibilità di un nuovo modello di governance locale, che possa prevedere una fusione tra gli enti e la nascita di un Comune unico di oltre seimila abitanti nell’Alta Val di Foro «cercando di governare il cambiamento», come dice Rocco Micucci, sindaco di Rapino e vicepresidente di Anci Abruzzo, «anziché subirlo». È quanto dato vita dai Comuni di Rapino, Pretoro, Fara Filiorum Petri, Casacanditella e San Martino sulla Marrucina, spinti dalla consapevolezza che la situazione dei piccoli centri oggi è molto difficile. Processi di riorganizzazione, ottimizzazione, aggregazione, consorziamento o altre forme, diventeranno da una parte indispensabili, dall’altra obbligati. Il riferimento è ad una proposta di legge depositata in Parlamento per l’aggregazione e, quindi, la soppressione dei Comuni con un numero di abitanti inferiore a cinquemila.
Ma anche alla recentissima legge approvata dalla Regione che incentiva con importanti risorse le fusioni dei piccoli Comuni. «Il progetto di fusione», dicono i sindaci di Rapino, Pretoro, Fara Filiorum Petri, Casacanditella e San Martino sulla Marrucina, «crediamo possa essere valutato con serenità da amministratori che vivono l’esperienza attuale e guardano oltre il quotidiano, sapendo bene che i tempi correnti non consentono più l’autonomia ad ogni costo. Sono da tempo finiti gli anni in cui fare l’amministratore comunale voleva dire tagliare nastri e fare inaugurazioni. Oggi, purtroppo, gli unici tagli che ci possiamo permettere sono quelli alla spesa, decidendo quali servizi o interventi ridimensionare o tagliare del tutto. I limiti della fiscalità locale non permettono più di erogare neanche i servizi essenziali». Il percorso sarà lungo e non semplice, ma i primi cittadini stanno valutando ogni aspetto. Il progetto va avanti. (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

