Cinque ex filiali Ubi passano sotto la Bper

25 Febbraio 2021

Interessati un centinaio di lavoratori. Trivelli (Fisac-Cgil): «Forte confronto tra le parti sociali»

CHIETI. Passaggio della agenzie ex Ubi Banca in Bper: lunedì scorso c’è stato a livello nazionale l’ingresso di 587 filiali ex Ubi Banca in Bper che vede coinvolte anche le filiali abruzzesi di Pescara, Giulianova, Alba Adriatica, Tortoreto e Nereto oltre alla BancaoOn-line di Chieti e quelle molisane di Termoli e Larino in Molise. Questa prima operazione, interesserà circa 100 lavoratrici e lavoratori in Abruzzo assorbiti alle dipendenza della Banca popolare dell’Emilia Romagna, come già accaduto, in passato, per i colleghi delle ex banche abruzzesi Carispaq, Bls e Serfina Banca.
Il 12 aprile prossimo, l’operazione continuerà con la “razionalizzazione” dell’intera rete nazionale degli sportelli Ubi Banca, accorpate a Banca Intesa. In Abruzzo saranno coinvolte 51 filiali, con 437 dipendenti. Non è ancora definita la ripartizione e l’assegnazione di tutto il personale ma sicuramente tutto ciò porterà a chiusure di sportelli bancari. I sindacati hanno più volte lanciato l’allarme occupazionale e di desertificazione dell’attività bancaria nei territori più svantaggiati, ponendo l’attenzione più ai rischi sociali che alla riduzione dei costi.
Banca Intesa ha assicurato che non chiuderà gli sportelli nei comuni più piccoli, ma si limiterà a riorganizzare le filiali in sovrapposizione. Dal 22 maggio, si affronterà l’ultimo e più delicato, passaggio di 18 filiali e mini sportelli a Banca Popolare di Puglia e Basilicata (Bppb), che si insedierà nella provincia di Chieti, imposto dall’Antitrust.
A preoccupare la Fisac-Cgil territoriale è sicuramente la doppia migrazione, un duplice disagio per i colleghi ma anche per la clientela, che vedrà passare i rapporti bancari, prima a Banca Intesa, in aprile, e successivamente a Banca Popolare di Puglia e Basilicata, a fine maggio. «Le conseguenze di tale disagio potrebbero vanificare l’obiettivo dell’indirizzo delle disposizioni dell’Antitrust», spiega Francesco Trivelli, segretario regionale Fisac-Cgil, «con previsione di perdita di clientela e relativa masse amministrate e, quindi, la tenuta occupazionale. La Bppb a una forte vocazione localistica e di sostegno alle piccole realtà produttive. Per attuare tale politica, anche in Abruzzo, occorrerà sviluppare un forte confronto con le parti sociali e un coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio, sin da subito. Tanto perché l’intera operazione sia veramente un valore aggiunto per tutti le parti coinvolte».
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