Cinque torrenti con le acque luride

16 Ottobre 2014

Esposto di Leonzio in Procura. I casi a Villalfonsina, Furci, Roccaspinalveti, Fresagrandinaria e Archi

VASTO. «L’acqua va al mare. Questo è un detto abruzzese. Purtroppo in provincia di Chieti sono presenti i corsi d’acqua dolce più inquinati e questo è un grosso rischio». È quanto affermava a giugno nel corso di un convegno sulla salute dei fiumi del Vastese, Augusto De Sanctis, presidente dell’associazione “Forum acque Abruzzo”. «I fiumi abruzzesi sono diventati vere e proprie fogne e il sistema di depurazione è insufficiente e inefficace», affermava l’ambientalista.

A distanza di quattro mesi l’inquinamento dei fiumi del Vastese finisce in Procura. A firmare un esposto è Paolo Leonzio, direttore dell’associazione onlus Ambiente sport e cultura. «Da tempo nel corso di verifiche è stato accertato l’inquinamento di diversi fiumi. Diverse le segnalazioni ricevute dai volontari dell’associazione che dirigo e dell’associazione Arci-Caccia, al termine di verifiche ambientali. I volontari hanno riscontrato numerose situazioni di danno ambientale».

Leonzio elenca quindi alla magistratura i casi preoccupanti. «Il territorio di Villalfonsina e quello di Casalbordino sono attraversati dal torrente Acqua Chiara un corso d’acqua che sfocia nell’Adriatico vastese. Nel suo percorso, il torrente è interessato dallo sversamento di liquami e sostanze putride di vario genere», denuncia Leonzio allegando una eloquente documentazione fotografica. Le immagini evidenziano il color nero delle acque, per di più schiumose. «Questi scatti sono stati fatti nel vallone di scorrimento del torrente, in un punto accessibile e attraversato da un camminamento che ha origine sotto il ponte autostradale della A14 denominato “Acqua Chiara” È possibile raggiungere il vallone anche dalla strada comunale per Villalfonsina, all’altezza di Casalbordino lido. Le acque luride, in deflusso a cielo aperto, scaricano direttamente in mare», denuncia Leonzio.

Analoghe situazioni, a giudizio del direttore dell’associazione onlus sarebbero verificabili in altre zone del territorio a causa della mancata attivazione degli impianti di depurazione. «Gli impianti mancano del tutto o sono mal funzionati. In mare finiscono sostanze nocive, organiche ed inorganiche». L’associazione onlus Ambiente, sport e cultura avrebbe già riscontrato situazioni preoccupanti ad Archi (acque luride immesse nel fiume Sangro), Furci, (acque luride immesse, per un doppio versante, nel fiume Sinello (Contrada Morella) e nel fiume Treste (contrada Balla a la Treste); Roccaspinalveti, (acque luride nel Sinello e nel Treste); Fresagrandinaria, (acque sporche nel torrente Annecchia, affluente del Trigno). Leonzio torna quindi a chiedere l'attivazione urgente di impianti di depurazione

Paola Calvano

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