Cisl: il pronto soccorso è sguarnito
Diffida alla Asl: «Infermieri in servizio utilizzati anche per il trasporto dei malati»
LANCIANO. Organizzare il servizio trasporti in regime di emergenza-urgenza nell’ospedale Renzetti, evitando che il personale in servizio lasci scoperto il reparto o, peggio, che si tamponino le mancanze con personale reperibile, in turno e non, a volte non idoneo ad assistere pazienti di “area critica”. È la richiesta-diffida inviata alla Asl dalla Cisl-Fp che interviene a tutela dei dipendenti e degli infermieri dell’ospedale frentano, assegnati al servizio dei trasporti in regime di urgenza-emergenza secondari (pazienti, ad esempio, che devono effettuare prestazioni urgenti non erogabili dal presidio in cui sono, come una coronografia).
Diffida che sfocerà in azioni legali se la direzione aziendale non organizza il servizio come accade, ad esempio, nell’ospedale di Chieti. «Serve personale dedicato a Lanciano per questo servizio», dice Gabriele Martelli segretario regionale Cisl, «soprattutto ora che le attività nel pronto soccorso sono aumentate e con esse le urgenze-emergenze. Ma all’aumento dell’afflusso delle prestazioni non corrisponde un potenziamento di attrezzature, mezzi e personale». La Cisl fa notare che il servizio trasporti secondari in urgenza-emergenza a Lanciano si basa sulla pronta disponibilità infermieristica diurna (ore 7-19) e notturna (19-7), sia nei giorni feriali- non prevista dal contratto nazionale- e sia nei giorni festivi.
«Spesso poi», fa notare la Cisl, «il personale reperibile viene utilizzato anche per il trasporto di pazienti che devono effettuare esami o dimissioni programmate. Così, però, si lascia scoperto il servizio per diverse ore e se in questo lasso di tempo si rende necessario attivare un trasporto in urgenza-emergenza si tampona spesso con altro personale “reperibile per i trasporti ordinari” o personale in turno e non, a volte non addestrato ad assistere pazienti di “area critica”. Da un anno si parla della creazione di un pool di infermieri dedicati a questa mansione: che fine ha fatto la proposta? Ne va della sicurezza del paziente trasportato e del personale sotto stress».
Teresa Di Rocco
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