Città senz’acqua, il sindaco: basta disagi

Pugno duro di Ferrara contro l’Aca: «Reti colabrodo, servono interventi contro la dispersione». In arrivo nuove chiusure
CHIETI . «Reti vetuste, perdite, carichi pressori insufficienti: le criticità del servizio idrico vanno risolte». Parola del sindaco Diego Ferrara che intende fare pressione sull’Aca perché intervenga sull’acquedotto teatino, il peggiore in Italia. Secondo l’ultimo “Rapporto sullo stato delle acque” dell’Istat, relativo al 2018, l’acquedotto colabrodo di Chieti perde il 74,7% dell’acqua che viene immessa. E mentre l’Azienda consortile continua a chiudere e ridurre la portata idrica in città per far fronte alla carenza d’acqua alle sorgenti, il dato sulle dispersioni fa infuriare gli amministratori comunali e soprattutto i tre consiglieri della Sinistra, Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Alberta Giannini, che sull’enorme dispersione delle reti hanno presentato un’interrogazione consiliare, suonando la sveglia al resto della maggioranza.
Ferrara, però, da tempo sta dialogando con i vertici della società acquedottistica: «Sin dal primo giorno di governo e anche prima, in campagna elettorale», dice, «sapevamo che il servizio idrico sarebbe stato la priorità, come sapevamo che non sarebbe stato facile risolvere subito tutti i problemi accumulati nel tempo. Ma le tante vulnerabilità vanno risolte, per questo abbiamo chiesto ad Aca e insistito come soci, di investire sulle criticità, potenziando le poste in bilancio. Ora lo chiederemo più insistentemente, perché la rete ha bisogno di essere rinnovata e perché l’acqua è un servizio essenziale, di cui si deve godere a pieno, senza sprechi e senza disservizi. È una questione di civiltà, di igiene legata alla sicurezza e di qualità che le pubbliche amministrazioni devono poter assicurare alla comunità non più con le promesse, ma con fatti e azioni concrete. Il nostro acquedotto», ricorda il sindaco, «ha appena compiuto 130 anni, un’opera inaugurata ed entrata in funzione l’11 maggio 1891, che ha attraversato la fine dell’Ottocento, vissuto in pieno il Novecento ed è arrivato al nuovo millennio».
Nel frattempo la settimana riparte all’insegna di chiusure e riduzioni. A Chieti alta mercoledì e venerdì verrà chiuso il serbatoio della Civitella che fornisce acqua e 37mila residenti del centro storico, del Tricalle, di Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone. Le chiusure notturne, però, non partiranno dalle 22 ma dalle 23.30, grazie al pressing del Comune sull’Aca. Per quanto riguarda la situazione dello Scalo, con 10mila residenti interessati, perdura la riduzione in uscita a 35 litri al secondo che parte dalle 23 sino alle 5.30 di tutti i giorni della settimana.
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