Cittadella giudiziaria dentro l’ex ospedale: c’è il no del Comune

Per l’amministrazione favorisce lo spopolamento della città M5S soddisfatto: «La Asl potrà investire sui servizi sanitari»
CHIETI. Il Comune boccia il progetto ministeriale da 37 milioni di euro per costruire la nuova cittadella giudiziaria nell’ex ospedale San Camillo, nel quartiere Santa Barbara, e rilancia l’ipotesi di accorpare nel centro storico il tribunale, gli uffici giudiziari e la nuova procura della Repubblica. Un’ipotesi che, come rilevato dal sindaco Diego Ferrara e dal presidente del consiglio comunale Luigi Febo, eviterebbe «uno spopolamento ulteriore di sedi istituzionali, lavoratori e utenza, che sarebbe letale per le funzioni della città, avendo già perso in questi anni svariati uffici e una fetta di ben 15.000 abitanti».
La reazione dei vertici dell’amministrazione di centrosinistra arriva all’indomani dell’annuncio del presidente della Regione Marco Marsilio di un interesse del ministero della Giustizia per l’acquisto della struttura dismessa in via Forlanini, di proprietà della Asl Lanciano Vasto Chieti, chiusa dal 2007. Dalla vendita l’azienda sanitaria potrebbe incassare la somma necessaria per ristrutturare il vecchio ospedale Santissima Annunziata, in via Valignani, in abbandono dal 2000. Un progetto che incontra il plauso del gruppo di Fratelli d’Italia, ma che invece è osteggiato dal centrosinistra, che chiama in causa il mancato confronto istituzionale «su un’opera così impattante sulla città». Diversa la reazione del Movimento 5 stelle che, con l’assessore alla Sanità Fabio Stella e il consigliere comunale Luca Amicone, dice di accogliere «con soddisfazione» l’interesse del ministero per l’ex ospedale San Camillo, perché «per la Asl rappresenta un’ottima occasione per investire sui servizi sanitari della città», ma che tuttavia il trasferimento del tribunale dovrebbe «essere concertato con il Comune».
«Il progetto della cittadella fin qui conosciuto e costruito in questi anni attraverso il costante confronto fra Comune, Provincia, tribunale, procura, prefettura, commissariato per la ricostruzione post sisma, Ordine degli avvocati e, non ultimo, Ministero, cerca di contemperare le esigenze di tutti», avvertono Febo e Ferrara, sottolineando come gli stessi uffici giudiziari erano favorevoli alla costruzione della cittadella giudiziaria nel centro storico teatino. «Il progetto da noi concepito», proseguono, «oltre a minori costi sociali derivanti proprio dalla permanenza in centro della cittadella, prevede un investimento contemperato alle reali esigenze manifestate dai soggetti interessati e sicuramente più contenuto di quello annunciato da Marsilio con il trasferimento di tutti gli uffici giudiziari, tribunale compreso, nell’edificio del San Camillo De Lellis. Tale struttura è decentrata, è difficilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, è in abbandono da anni e, soprattutto, è in carico alla Asl 2, ente che fino a oggi non ha proposto alcun tipo di utilizzo e recupero». L’idea del Comune è di realizzare a ridosso dell’attuale palazzo di giustizia il nuovo edificio per i giudici di pace e gli ufficiali giudiziari, acquistando da Provincia e Asl l’ex ospedale di via Arniense per collocarvici la nuova Procura della Repubblica. «Un progetto funzionale», spiegano, «i tre edifici sarebbero collegati l'uno all'altro da due ponti sopraelevati e anche modulabile, perché in caso di accorpamento degli uffici giudiziari a livello provinciale, il Comune si è detto disponibile a mettere a disposizione l’ex istituto Santa Maddalena, sempre nel centro storico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

