Cittadinanza a Mussolini, ancora polemiche

2 Marzo 2021

Guardiagrele. I giovani del Pd: «Restiamo senza parole». Scontro anche sul riconoscimento a Zaki  

GUARDIAGRELE. Non si fermano le polemiche a Guardiagrele per la mancata revoca della cittadinanza onoraria attribuita nel 1924 a Benito Mussolini. «Rimaniamo senza parole», dicono i Giovani democratici della provincia di Chieti. Il gruppo consiliare Guardiagrele il bene in comune ha espresso rammarico e disappunto anche per la mancata approvazione degli altri due ordini del giorno presentati per la promozione della sottoscrizione alla legge di iniziativa popolare contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e l’adesione all’anagrafe nazionale antifascista. «In merito alla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini», precisa il gruppo, «è stato eccepito che tale atto avrebbe comportato la cancellazione di una pagina della storia della città e che la concessione va contestualizzata all’interno del panorama socio-politico dell’epoca. A queste affermazioni rispondiamo con forza che una pagina della storia non può in ogni caso essere cancellata e non ne abbiamo avuto mai l’intenzione. Avremmo voluto invece scrivere una nuova pagina, nel segno dei valori democratici».
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 26 febbraio è stata bocciata anche la proposta avanzata dalla consigliera comunale Gianna Di Crescenzo di concedere la cittadinanza onoraria guardiese a Patrick Zaki, lo studente egiziano finito in carcere per la difesa dei diritti umani. «Il conferimento della cittadinanza onoraria a questo giovane», osserva il gruppo di centrosinistra, «sarebbe stato un gesto di enorme significato simbolico per una cittadina che ha sempre proclamato, fatti suoi e considerati imprescindibili, in tutte le loro espressioni, i valori umani di solidarietà, legalità e difesa delle libertà». Guardiagrele per tutti ricorda che l’adesione all’iniziativa “100 città per Patrick Zaki”, promossa con dall’associazione no profit GoFair di giovani studenti italiani, sarebbe inoltre stata un’azione certamente piccola e non risolutiva, ma sicuramente dal forte significato solidaristico ed umanitario. «Risiede in questo valore», sottolinea il gruppo, «il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick. Non avrebbero quindi dovuto avere alcuna importanza i suoi inesistenti legami con Guardiagrele, così come non ne ha avuti con le altre 40 città italiane, di cui oggi è cittadino onorario. La cittadinanza onoraria doveva essere intesa principalmente uno strumento per contribuire alle pressioni internazionali sul governo egiziano per il rilascio del giovane ricercatore».