Città alle urne tra 6 mesi come sarà la caccia ai voti

16 Aprile 2020

I primi tre candidati a sindaco già usciti allo scoperto non si tirano indietro Di Stefano: un piano per ripartire. De Cesare: cambiamo passo. Di Iorio va avanti

CHIETI. Entrerà nel vivo dopo Ferragosto la campagna elettorale per il Comune. Ma, adesso, con la fase uno dell’emergenza coronavirus non ancora finita, nessuno può fare previsioni su come si farà la caccia ai voti. A rischio, per evitare gli assembramenti, ci sono le cene nei ristoranti e i comizi nelle piazze: potrebbe essere una campagna elettorale a distanza, giocata su Facebook e con i messaggi su Whatsapp. È presto per pensarci, dicono i candidati che prima che la pandemia da Covid-19 sconvolgesse anche i piani della politica avevano annunciato la loro discesa in campo.
Si andrà alle urne, probabilmente, tra il 15 ottobre e il 15 dicembre: fino ad allora sarà in proroga l’uscente Umberto Di Primio, ormai sindaco da oltre 10 anni. Di Primio aveva programmato l’uscita di scena tra fine maggio e inizio giugno e, invece, ha dovuto cambiare i suoi programmi e affrontare in prima persona la gestione dell’emergenza tra i contagi da frenare e il contenimento di una nuova ondata di povertà nelle famiglie. Sono queste, ora, le priorità della politica. Ma la vita amministrativa non si ferma e oggi alle 15.30 è convocato il primo consiglio comunale in videoconferenza. In questa situazione, sotto traccia, si ricomincia a parlare anche di elezioni. I tre che avevano annunciato di candidarsi non si tirano indietro: Fabrizio Di Stefano della Lega, Paolo De Cesare a capo di un gruppo di liste civiche e Bruno Di Iorio dell’asse Forza Italia-Italia Viva restano in corsa.
«Adesso, parlare di politica è inopportuno perché tutti gli sforzi devono essere orientati alla gestione dell’emergenza e su questo devo dire che l’amministrazione in carica sta lavorando bene, soprattutto nel sociale», premette Di Stefano che ha donato 120 mascherine alla Teate Soccorso. «La campagna elettorale dovrà mettere al centro le proposte per il rilancio della città: bisognerà dire come far ripartire Chieti in un contesto profondamente cambiato dal coronavirus. Noi siamo al lavoro anche su questo fronte: vado avanti con gli incontri via web con i candidati e con gli amici che mi supportano nella formazione del programma». Di alleanze, fa capire Di Stefano, se ne riparlerà a fase 2 inoltrata. Ma l’ex parlamentare può già contare sull’appoggio di Fdi, Udc, Ideabruzzo e su un dialogo avviato con Giustizia Sociale di Bruno Di Paolo.
Anche De Cesare – con Manuel Pantalone ha donato disinfettante alla Croce rossa – guarda avanti: «Chiusa la fase dell’emergenza, torneremo a lavorare alacremente per portare avanti quanto lasciato in sospeso», assicura l’imprenditore sostenuto da 5 liste civiche, «avevamo iniziato gli incontri nei quartieri e quello che abbiamo fatto non andrà perso. Siamo pronti a ripartire perché la città ha bisogno di un cambio di marcia radicale».
Non si ferma neanche il patto trasversale tra l’assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo e il consigliere comunale di Italia Viva Alessandro Marzoli: il medico Di Iorio, ex presidente onorario del Chieti, resta il candidato di questo terzo polo.