Città candidata al premio ma mancano le strutture

Le Torri hanno posti limitati, lo stadio pochi parcheggi e la Villa va riqualificata Pupillo: entro il 15 settembre pronto il programma 2020 e i fondi per realizzarlo
LANCIANO. Il Miracolo, il turismo religioso da legare alla musica, alle fiere, alle manifestazioni che hanno reso importante la città, sul piano culturale, in passato, e possono fare ancora la differenza in futuro. È questa la linea sulla quale l’amministrazione comunale ha avviato il progetto con il quale Lanciano si candida ad essere “Capitale italiana della cultura 2020”. Un riconoscimento assegnato dal ministero, che permette di ottenere anche dei fondi, un milione di euro, per sostenere e valorizzare la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, per la crescita economica, sociale e culturale.
Una candidatura che arriva quando in città si è aperta la polemica sulla carenza di strutture culturali per i grandi eventi, come piazza d’armi delle Torri Montanare, inaccessibile oltre le 100 persone. «Entro il 15 settembre», spiega il sindaco Mario Pupillo, «la città deve depositare il programma delle attività culturali previste nel 2020, il progetto, la sua sostenibilità economico-finanziaria, gli obiettivi perseguiti. Entro il 15 novembre una giuria indicherà le dieci città finaliste tra le 45 partecipanti (tra cui Teramo, ndc). Abbiamo iniziato gli incontri con tutte le associazioni culturali, le forze economiche, i portatori di interesse per realizzare un progetto competitivo che parte da un idea forte, identificativa, della città». “Lanciano città del Miracolo eucaristico” è una direttrice forte, per questo sono stati avviati incontri anche con la curia e il vescovo Emidio Cipollone.
Linea del Miracolo, dei cammini religiosi, dell’inclusione a cui collegare eventi che possano far crescere la città. Ma dove realizzare questi grandi eventi? Le strutture scarseggiano. Ad oggi sarebbero fuori le Torri Montanare che, per questioni di sicurezza, non posso ospitare manifestazioni oltre le 100 persone. Concerti dell’Emf, teatro, cinema all’aperto e cabaret sono stati infatti “sfrattati”.
Il Comune lavora su due soluzioni per riaprile: la sistemazione di una scala removibile in ferro da mettere verso via Harris o la realizzazione di un’uscita dalla parte posteriore del palco, nello spazio tra le mura e l’ex carcere per uscire su via Finamore. Lo stadio Biondi a parole è accessibile, ma nei fatti non ha mai ospitato grandi concerti e organizzarli non sarebbe facile per vie di fuga e parcheggi che al limite. A Villa delle rose sono in corso i lavori sui gradoni; nel 2020 sarà sistemata tutta la struttura? Da mettere a norma il padiglione 2 della fiera. Poi ci sono anche i monumenti da sistemare. Le mura aragonesi emerse nel giardino dell’asilo Maria Vittoria sono nell’abbandono da due anni.
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