Città e porti, ecco come ridurre l’inquinamento dell’atmosfera

21 Dicembre 2022

CHIETI. Dopo aver toccato già diverse città italiane, fa tappa anche a Chieti l’iniziativa Enel “Sali a bordo del futuro-Dialogo tra città e metaterritori". Il tour punta a valorizzare il ruolo...

CHIETI. Dopo aver toccato già diverse città italiane, fa tappa anche a Chieti l’iniziativa Enel “Sali a bordo del futuro-Dialogo tra città e metaterritori". Il tour punta a valorizzare il ruolo strategico della transizione ecologica: ridurre le emissioni inquinanti nell’atmosfera e diffondere un corretto comportamento delle attività nei porti, delle imbarcazioni, nonché negli stessi cittadini. Il convegno all’Università di Chieti ha visto la partecipazione degli studenti del corso di laurea in Fisica dell’atmosfera e climatologia e di operatori e rappresentanti Enel. È intervenuta anche Sonia Sandei, responsabile elettrificazione di Enel Italia, che si è collegata dal Blue district di Genova mentre dal porto di Pescara è rimasta ormeggiata E-Pelikan, l’imbarcazione elettrica ed ecologica che raccoglie i rifiuti nei porti e nel mare.
Per un pianeta più sostenibile, quindi, anche porti e imbarcazioni possono fare la loro parte. Nonostante il trasporto marittimo sia uno dei metodi più efficienti per energia, emissioni e quantità di carico trasportato, nella fase di sosta e manovra le imbarcazioni si aggiungono alla lista dei responsabili di emissioni di gas a effetto serra. Un porto del futuro più sostenibile, innovativo e a basse emissioni è quindi lo scopo dell'iniziativa che mira a coinvolgere cittadini, giovani e universitari «per far toccare con mano l’importanza della sostenibilità e dell’economia circolare», spiega Sandei. I porti di Abruzzo e Marche si dichiarano già impegnati in operazioni più sostenibili. «In questo percorso sono fondamentali le collaborazioni con le istituzioni, le università, quella di Chieti-Pescara e la Politecnica delle Marche, e il rapporto pubblico-privato nell’affrontare la presenza e il riciclo delle plastiche in mare», dice Vincenzo Garofalo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. Presente anche Sabrina Saccomani, dirigente del ministero dell'Università e della ricerca, che precisa che il percorso «può essere finanziato dal ministero, in particolare dalla Direzione generale della ricerca». Un progetto finalizzato non solo alla pulizia del mare, ma anche ai fiumi. «Un’attività fondamentale che previene l'arrivo in mare delle plastiche», dichiara Paolo Baldoni, Ceo di Garbage Group. Presenti anche Piero Di Carlo, professore di Fisica dell'atmosfera e climatologia della d'Annunzio, e Francesco Regoli, professore e direttore del Dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università politecnica delle Marche. (e.g.)
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