Civeta, ora è scontro per il piano finanziario

Vasto. I consiglieri di FdI: «Incarico esterno da 26mila euro, a cosa serve il nuovo direttore generale?»
VASTO. Per la stesura del piano economico-finanziario il Civeta di Cupello si affida a un consulente esterno. L’incarico da 26mila euro, destinato a rinfocolare le polemiche sulla gestione della società che è in procinto di (ri)trasformarsi in Consorzio, è stato affidato dal Cda ad uno studio di commercialisti di Lanciano di cui è titolare Ermando Bozza, ex assessore comunale alle finanze, candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2011 per il centrodestra. La delibera del consiglio d’amministrazione guidato dall’ingegner Giuseppe Silvestri non è passata inosservata e ha indotto il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a presentare un’interrogazione al sindaco di Vasto, Francesco Menna. «Al Civeta si affidano consulenze esterne nonostante la presenza di un direttore generale», attaccano Vincenzo Suriani, Guido Giangiacomo e Francesco Prospero, «la scelta di affidarsi a dei professionisti esterni per la stesura di un piano economico-finanziario ha suscitato notevoli perplessità, considerando che il Consorzio dispone già di una struttura interna ben consolidata, con un direttore generale retribuito annualmente con 100.000 euro e un consiglio di amministrazione attivo e anche esso retribuito con denaro pubblico. Il Comune di Vasto, che detiene una quota rilevante del 44% nel Civeta, è chiamato a garantire la corretta gestione delle risorse consortili e a vigilare sulle spese dell’ente. L’assegnazione di una consulenza di questo valore è una decisione che appare discutibile», incalzano i consiglieri di Fratelli d’Italia, «specialmente in presenza di figure già incaricate della gestione strategica e operativa del consorzio. Ci chiediamo quale possa essere la reale motivazione di tale spesa e se essa sia stata discussa con i rappresentanti dei comuni consorziati».
Secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia, «è prioritario comprendere le ragioni che hanno portato il Civeta a ricorrere a consulenze esterne, anziché elaborare il piano finanziario con il personale già presente, soprattutto in un momento in cui i cittadini richiedono un uso più efficiente delle risorse pubbliche».
Tre i quesiti sui quali gli interroganti chiedono risposte: quali siano le motivazioni specifiche che hanno giustificato l’affidamento della consulenza esterna da 26mila euro, nonostante la presenza di una struttura interna, inclusa la figura di un direttore generale con un salario annuo di 100.000 euro; se tale decisione sia stata oggetto di discussione e condivisione con i rappresentanti degli altri Comuni consorziati, per garantire un percorso decisionale trasparente; quali misure intenda adottare il Comune di Vasto per assicurare un monitoraggio più rigoroso delle spese del Civeta, in modo da evitare impieghi di risorse economiche che possano apparire ingiustificati».
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