Civeta senza commissario Appello alla Regione

Cupello, ente bloccato da dicembre: otto sindaci scrivono al presidente D’Alfonso «Senza la terza vasca ci sarà un aumento nel costo di smaltimento dei rifiuti»
CUPELLO. «Una struttura ingessata, resa inoperativa dall’azione politica di accentramento dei poteri da parte della Regione». Otto sindaci del comprensorio denunciano lo stato di immobilismo che si è venuto a creare al Civeta dopo la decisione di nominare un commissario unico straordinario. Lo fanno con una lettera indirizzata al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, in cui esprimono forti preoccupazioni per le sorti del Consorzio intercomunale che gestisce l’impianto di riciclaggio e di compostaggio di Valle Cena. L’iniziativa è di Remo Bello (Casalbordino), Manuele Marcovecchio (Cupello), Saverio Di Giacomo (Monteodorisio), Antonio Di Pietro (Pollutri), Tiziana Magnacca (San Salvo), Giuseppe Pomponio (Scerni) e Mimmo Budano (Villalfonsina).
«La struttura consortile, che da oltre vent’anni opera al servizio del Vastese, per il conferimento dei rifiuti solidi urbani, è stata nei fatti ingessata e resa inoperativa per quello che appare più un’azione politica di accentramento dei poteri del governo regionale rispetto alla bontà del lavoro sinora svolto dal Consorzio Civeta», affermano gli amministratori, che a D’Alfonso ribadiscono la loro preoccupazione «per l’intimazione pervenuta, nello scorso mese di dicembre, dal commissario straordinario Agir a tutti i sindaci proprietari dell’impianto e soci del consorzio, a non espletare più alcuna funzione di indirizzo e di controllo sul Consorzio e per la sospensione dell’iter autorizzatorio regionale per la realizzazione della terza vasca, indispensabile per garantire non solo piena funzionalità all'impianto ma anche la fruizione del servizio da parte dei comuni».
Il rischio, in assenza di decisioni, secondo i sindaci, è quello di generare confusione e soprattutto disorientamento rispetto a un’attività importante e con buoni risultati svolta dall’ente consortile. «Un aspetto deve essere rimarcato ed è quello relativo alla mancata realizzazione della terza vasca, che potrebbe provocare l’incapacità di accogliere i rifiuti», sottolineano gli amministratori, «i comuni consorziati sarebbero costretti a conferirli altrove con conseguenti costi di gestione che lieviterebbero a svantaggio dei cittadini che dovrebbero sopportare l’aumento delle tasse in un territorio già fortemente penalizzato».
I sindaci lamentano anche il blocco dell’iter del piano industriale varato dall’assemblea che avrebbe potuto consentire un ulteriore rilancio del Consorzio.
Anna Bontempo
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