Civitella semichiusa: scendono in campo gli studenti-Cicerone

L’idea di Roberto Di Vincenzo sarà presentata all’Arbace Domani l’incontro con la direttrice del Polo museale
CHIETI. Se il Polo museale ha problemi a gestire la Civitella, la città va in soccorso del proprio sito archeologico. Lo fa attraverso un’idea della Camera di commercio, pronta a mettere in campo una forza che rappresenta il futuro di Chieti, ovvero gli studenti delle scuole teatine. Adeguatamente formati, i ragazzi potrebbero diventare una sorta di mini-guida all’interno del museo, un po’ come avviene con gli “apprendisti Ciceroni” nelle giornate organizzate dal Fai.
L’idea è del presidente della Camera di commercio, Roberto Di Vincenzo, che con la direttrice del Polo museale, Lucia Arbace, ha un canale di collegamento privilegiato, avendola invitata a far parte del gruppo di lavoro costituito dall’ente camerale per realizzare un piano di valorizzazione della città. Il progetto ha avuto il merito di mettere intorno a un tavolo tutti gli attori interessati, tra cui appunto il Polo museale abruzzese, con la Camera di commercio che ha destinato al rilancio della città oltre 400 mila euro di risorse economiche.
E così, visto che dal primo aprile gli orari di apertura del museo archeologico della Civitella si sono in pratica più che dimezzati (la struttura, infatti, non apre più al pomeriggio né di domenica, con la sola eccezione della prima domenica del mese in cui sarà aperta di mattina con entrata gratuita), Di Vincenzo ha deciso subito di attivare il tavolo creato ad ottobre scorso e di chiedere un incontro con la direttrice del Polo. Il vertice è stato fissato per domani pomeriggio, quando il presidente della Camera di commercio sarà rientrato dalla missione economica che sta portando in Bosnia Erzegovina, in occasione della diciannovesima edizione della Fiera internazionale di Mostar. All’incontro di giovedì il presidente ha invitato anche i presidi delle scuole teatine, già contattati.
«Cercheremo di mettere in campo un progetto di alternanza scuola-lavoro», spiega al telefono da Mostar, «l’idea non è solo quella di far sì che i ragazzi possano accogliere i visitatori del museo della Civitella, ma anche quella di impostare un’operazione di marketing che li veda coinvolti».
Di Vincenzo, dunque, ha deciso di affrontare le criticità del museo teatino non solo dal punto di vista della carenza di personale per tenere aperta la struttura, ma anche da quello della scarsezza di presenze, che è il secondo fattore, insieme ai problemi di organico, che ha determinato la chiusura della struttura al pomeriggio. Una decisione che, comunque, pare sia solo temporanea, come ha detto la Arbace a Giampiero Perrotti, che con il Comitato cittadino per il rilancio e la salvaguardia della città di Chieti rappresenta un altro pezzo della città che si è mobilitato per il museo della Civitella.
Perrotti ha ribadito alla direttrice la disponibilità ad organizzare iniziative all’interno della struttura, affinché il numero più alto di persone possibile possa varcare la porta del museo e venire in contatto con un patrimonio di grandissimo valore artistico e culturale. (a.i.)

