Clelio, una lezione di vita raccontata sul web

È il simbolo teatino del coraggio, sfida la malattia raccontandola e commovendo migliaia di amici di Facebook: "Io non mollo mai, voi mi date la voglia di lottare"
CHIETI. Una "lezione di vita", quella che sta dando Clelio Spanò da quando ha scelto di combattere pubblicamente la sua battaglia contro il "mostro" che lo ha aggredito. Glielo ha scritto, su Facebook, Maurizio Menga, uno dei tantissimi, addirittura migliaia, che in questi giorni gli hanno espresso solidarietà sul web. Clelio, dopo ogni seduta di chemioterapia fatta all'ospedale di Chieti, ha postato messaggi di ringraziamento per coloro che lo stanno assistendo, insieme all'invito rivolto a tutti, a cominciare da se stesso, di non mollare. Quando, nei giorni scorsi, colpito da una infezione che l'ha costretto al ricovero nel nostro ospedale non è stato più in grado di mettersi al computer, ha chiesto alle sue splendide figlie,Valeria e Simona e agli amici che sono andati a trovarlo, di farlo per lui, continuando a dire a tutti, soprattutto a chi patisce le stesse sue difficoltà di "non mollare mai" e di continuare a combattere il mostro che non deve averla vinta. Ogni giorno, fino a quando non è stato dimesso, per continuare a curarsi nella sua abitazione, non ha mancato di dare notizie delle sue condizioni di salute, soprattutto per continuare a lanciare messaggi di speranza. Messaggi ai quali stanno rispondendo su facebook tantissime persone: una enorme dimostrazione di solidarietà per un personaggio che è diventato un emblema per il suo coraggio, la sua determinazione, il suo esempio che deve servire ad altri sfortunati per non perdere fiducia e lottare per vincere il male. Un suo amico, Walter Di Leo, gli ha scritto: Caro Clelio, quello che mi hai detto l'altra volta in ospedale rimarrà impresso nella memoria per sempre : «Appena posso rialzarmi e superare questo momento mi dedicherò al volontariato. Perché un saluto, una stretta di mano o un abbraccio a me fanno stare bene e mi danno una grande forza. Se queste cose fanno bene a me, io le voglio fare per gli altri perché faranno bene sicuramente anche a loro».
Ora Clelio è nella sua casa, amorevolmente assistito dai familiari e confortato da tantissimi amici: "Cure ancora lunghe", lo ha scritto lui stesso. Ha bisogno di ossigeno e deve eliminare tutti i postumi della infezione che lo ha costretto al ricovero. «Ma state tranquilli, mi vedrete presto tornare in giro per corso Marrucino, per ringraziare tutti e far capire che la strada da fare, per battere il mostro, è quella di non arrendersi, e di avere massima fiducia in chi ti assicura le cure necessarie». La dottoressa Luciana Irtelli, con i collaboratori Alessandra Di Paolo e Davide Brocco, oltre agli altri medici del reparto ospedaliero, sono sempre citati come una "seconda famiglia" e ringraziati da Clelio. Questo messaggio lo ha postato dopo l'ultima seduta: «Si lotta sempre, deciso e positivo, grazie a chi ho intorno: staff medico, famiglia e amici. Ci sono purtroppo tanti malati che hanno bisogno di sorrisi, affetto, calore, amore, sostegno, ma ho scoperto che anche gli amici di Fb fanno tanto nel darti forza, positività e voglia di lottare. Io non mollo mai». Come stupirsi se questo messaggio raccoglie migliaia di adesioni?

