Cocaina e hascisc nel ristorante dei vip

12 Ottobre 2018

In manette il titolare del Vanity: trovate sostanze per valutare la purezza della droga. Gli investigatori: clientela di livello

SAN SALVO. “Happy hour” al Vanity, tra cocaina e champagne. È quanto hanno scoperto gli uomini del commissariato di Vasto nell’elegante bar ristorante frequentato da vip di San Salvo e non solo. Il titolare, T.D.P., quarantenne, di San Salvo, è stato arrestato al termine di un doppio blitz nel locale e nella sua casa. Da accertare il ruolo che l’uomo aveva. Non è escluso che fosse solo una pedina di una organizzazione ben più ramificata. La polizia ha sequestrato al Vanity 120 grammi di cocaina per un valore di 15mila euro, 150 grammi di hascisc (3mila euro), mille euro in contanti, un thermos e due confezioni di test per verificare la purezza della droga. «La natura del materiale sequestrato», ha spiegato il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, che ha illustrato l’operazione con il dirigente del commissariato, Fabio Capaldo, «racconta che la clientela era a un certo livello. Non certo tossici o sbandati. Questo blitz», ha poi sottolineato Borzacchiello, «è il punto di partenza e non di arrivo di un filone che potrebbe portare presto a importanti sviluppi».
Ancora una volta il Vastese, dunque, si dimostra crocevia della droga. Solo due giorni fa il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo, parlava del Vastese come serbatoio di stupefacenti. L’operazione “Happy hour” lo conferma. E questa volte la sirena delle volanti fa tremare molti vip. Personaggi facoltosi che non disdegnavano serate all’insegna della cocaina e delle bollicine. «Il fenomeno del consumo di droga è purtroppo dilagante», ha detto Fabio Capaldo, «per questo non abbassiamo la guardia. Da giorni il Vanity era tenuto sotto controllo. Mercoledì mattina abbiamo ritenuto fosse arrivato il momento di fare il blitz». Così è stato.
Nel locale vicino alla sala ristorante, una sorta di spogliatoio, la polizia ha trovato custodito in un armadietto un thermos con 120 grammi di cocaina e 150 grammi di hascisc. A casa di T.D.P. gli investigatori hanno trovato confezioni di Nark e Cocaine crak test, sostanze usate per valutare la purezza della droga. T.D.P., su disposizione del sostituto procuratore, Michele Pecoraro, è stato portato al carcere di Torre Sinello. Oggi il gip del tribunale dovrebbe convalidare l'arresto.
Nel frattempo gli investigatori stanno cercando di risalire ai fornitori di droga del ristoratore. Non è escluso che si tratti di una organizzazione che riforniva anche altri locali del territorio. Di certo la “neve” non era destinata a una clientela qualunque ma piuttosto a facoltosi personaggi. Nel locale è stato trovato del materiale che potrebbe aiutare la polizia a scoprire anche i nomi dei consumatori. In queste ore il questore sta valutando i provvedimenti amministrativi da adottare. Non è escluso che per motivi anche di natura investigativa l’attività venga sospesa. “Happy hour” è la conferma del fiume di droga, tra cocaina e hascisc che arriva in Abruzzo per un giro d’affari di milioni di euro. Più volte sono stari individuati sodalizi criminali e organizzazioni che con la droga acquistata in Albania rifornivano tutta la costa Adriatica.
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