Cocaina e mozzarelle, scattano 6 arresti

Spaccio tra Chieti e Francavilla mascherato dalle consegne di trecce di bufala. Indagati in 17, clienti ricattati
CHIETI. Una fiorente attività commerciale ambulante con guadagni che superavano i 20 mila euro al mese. Ma la vendita di mozzarelle di bufala e talvolta di pesce fresco era solo un’abile copertura per dare spazio a un commercio ben più redditizio che offriva a una vasta clientela teatina un menù ricco a base di cocaina, eroina e marijuana. Due anni di attività illecita e di guadagni facili azzerati ieri mattina dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti.
Otto le misure cautelari: in carcere sono finiti Massimo Soprano, Domenico Fontanarosa, entrambi residenti a Francavilla e Mattia Cipressi residente a Chieti Scalo; ai domiciliari, invece, Roberto De Felice, Viviana Rosano e Renato Caratella.
Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Riccardo Lanaro e Piero Mascioli. Tutti sono accusati a vario titolo del reato di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti mentre uno degli arrestati, Soprano, dovrà rispodere anche del reato di tentata estorsione ai danni di Cipressi che, secondo gli inquirenti, nella vicenda giudiziaria avrebbe assunto il duplice ruolo di cliente e di spacciatore.
Diciasette le persone indagate, mentre 16 sono state segnalate alle autorità giudiziarie come assuntori di sostanze stupefacenti.
L'indagine, denominata «Labufala» è stata illustrata ieri mattina nel corso di una conferenza stampa dal capitano Filippo Fazio, comandante della Compagnia carabinieri di Chieti e dal tenente Antonio Moramarco, comandante del Nucleo operativo. Entrambi hanno sottolineato che le persone arrestate non costituivano una vera propria banda, ciascuno dei protagonisti della vicenda giudiziaria svolgeva un’attività di spaccio propria. Soprano e Fontanarosa rifornivano i «clienti» di droga che poi, in modo autonomo, veniva rivenduta ad altri acquirenti. L’operazione «La bufala» parte da lontano.
Tutto è iniziato con l'arresto, a fine 2013, di una persona sorpresa a spacciare 30 grammi di cocaina. All'uomo vennero sequestrati alcuni appunti contenenti nomi e riferimenti che hanno permesso ai carabinieri di monitorare l'attività di più persone che abitano fra Chieti e Francavilla. A insospettire i carabinieri i contenuti bizzarri dei «libri contabili» dove non venivano mai citati i nomi dei prodotti acquistati.
Intercettazioni e pedinamenti hanno consentito agli investigatori di scoprire che il commercio di mozzarelle, formaggi e qualche volta di pesce era solo un’abile copertura per spacciare sostanze stupefacenti. Non in grandi quantità, ma in modo costante.
Nel gergo utilizzato durante l'attività di smercio la droga veniva chiamata «auto» o «mozzarella» e la cessione dello stupefacente veniva definita «contratto». Un giro di affari interrotto dalle misure cautelari scattate ieri mattina. Provvedimenti emessi dal gip del tribunale di Chieti Antonella Redaelli su richiesta del sostituto procuratore Anna Lucia Campo che ha coordinato l’indagine degli uomini dell’Arma.
Il quantitativo di droga sequestrato è di circa 500 grammi, in gran parte cocaina. Droga destinata al mercato di Francavilla e di Chieti.
I carabinieri hanno sequestrato anche il furgone con il quale Soprano e Fontanarosa vendevano mozzarelle e pesce. Tra l’altro mal conservati e pare, a detta degli investigatori, anche di pessima qualità.
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