Cocaina, indagini su 10 universitari a Chieti

Si allarga il caso dello studente di medicina arrestato con 35 grammi di roba, bilancini e soldi
CHIETI. Arresto convalidato dal gip ma con la concessione dell’obbligo di dimora a Chieti. In parole semplici significa che lo studente universitario di medicina, Piero Salvitti, di 28 anni, non potrà allontanarsi da Chieti finché il giudice non deciderà di revocargli il divieto. Lo studente è indagato per detenzione al fine di spaccio di 35 grammi di cocaina. Arrestato la scorsa settimana dai carabinieri, Salvitti, che è difeso dall’avvocato Roberto Di Loreto, aveva subito ottenuto gli arresti domiciliari, grazie al fatto che è incensurato. Ma la misura cautelare è stata ulteriormente attenuata, ieri mattina, alla fine dell’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, Paolo Di Geronimo. Ma l’inchiesta dei carabinieri di Chieti Scalo, che in casa dell’universitario, nella zona del Tricalle, hanno scoperto e sequestrato anche tre bilancini di precisione e trecento euro in contanti, non si ferma a questo singolo episodio di presunta detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Il caso infatti non sarebbe circoscritto. Il giro di droga, in particolare la cocaina, magari scambiata prima degli esami, sarebbe ben più vasto e potrebbe chiamare in causa un gruppo di almeno una decina di colleghi dello studente finito nella trappola dei carabinieri. Qualunque altra indiscrezione sugli sviluppi dell’indagine è prematura. Anche se, nelle ultime ore, sarebbero arrivate conferme dell’esistenza di un gruppo organizzato di giovani che si procura droga, anche pesante, per superare lo stress da esame universitario. Sono conferme che dovrebbero far preoccupare molto gli ambienti accademici.(l.c.)

