Cocaina nascosta sottoterra arrestati tre spacciatori

22 Gennaio 2020

CHIETI. Nascondevano la cocaina sotto terra; poi, all’occorrenza, recuperavano le dosi per spacciarle. In tre sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di...

CHIETI. Nascondevano la cocaina sotto terra; poi, all’occorrenza, recuperavano le dosi per spacciarle. In tre sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti: si tratta di G.B., 48 anni, originario di Pescara ma domiciliato a Chieti; D.D.G. (38), anche lui teatino; e A.D. (24) di Ripa.
Mezzo chilo di cocaina, materiale per il confezionamento della droga e 1.200 euro in contanti: è quanto recuperato dai militari del tenente colonnello Enzo Marinelli nell’ambito di un’attività di controllo al confine tra le province di Chieti e Pescara. Qualche giorno fa due degli arrestati, già noti agli uomini dell’Arma per reati specifici, sono stati notati dai carabinieri a bordo di una Seat Ibiza ferma nei pressi di un distributore di benzina tra Sambuceto e Spoltore. All’interno dell’auto, con loro, c’era un terzo uomo vestito con tuta mimetica. Quest’ultimo, un attimo prima che l’auto ripartisse dall’area di servizio, era sceso dal mezzo e, con uno zaino in spalla, si era addentrato nella campagna circostante. A quel punto, dopo aver seguito per un breve tratto di strada la coppia della Seat Ibiza, gli investigatori hanno deciso di fermarla per un controllo. Così, all’interno dell’auto, è stato trovato un involucro opportunamente imballato con del nastro adesivo, contenente 500 grammi di cocaina. In quel frangente il terzo uomo, quello notato dai militari scendere dalla macchina, non vedendo gli amici di ritorno, li ha contattati con alcuni sms chiedendo loro di andare al distributore dove li stava aspettando. All’appuntamento però gli amici sono arrivati con i carabinieri che, dopo aver fermato anche l’ultimo spacciatore, hanno recuperato lo zaino in suo possesso che conteneva materiale per il confezionamento in dosi ma anche delle “zappette”, necessarie a scavare piccole buche nel terreno, e una pila da minatore. In effetti quello che l’Arma ha accertato è che i tre pusher, dopo aver confezionato la cocaina all’interno di bustine in grado di preservarle dall’umidità, la sotterravano per poi recuperarla per lo spaccio. Tutti e tre sono stati rinchiusi nel carcere di Madonna del Freddo. Dopo l’udienza di convalida, per A.D. è stato confermato il carcere mentre gli altri due sono finiti ai domiciliari. (g.l.)