Cocco: un errore non licenziare l’Ecoesse

L’imprenditore edile teatino spara a zero sulla società che gestisce la mobilità: una rovina per la città
CHIETI. Riceviamo e pubblichiamo la lettera spedita al Centro dall’imprenditore esile teatino Teresio Cocco.
«Tutti sanno, o dovrebbero sapere, la Ecoesse si è scissa, senza peraltro comunicare nulla al suo miglior cliente, il Comune di Chieti, formando una nuova società (la Blu Parking), mettendo in liquidazione la Ecoesse (ormai non più gestibile per il rilevante indebitamento verso il Comune di Chieti, Teate servizi, Istituti di credito, enti previdenziali ed altri), spostando la sede a Roma e nominando come liquidatore il Sig. Aniceto Del Pizzo, noto alle cronache giornalistiche come il “re dei truffatori”.Ormai di queste cose se ne leggono tutti i giorni.
Nello scorso mese di agosto, finalmente, su Il Centro leggo “Chieti, il Comune licenzia la Ecoesse”.Ad essere sincero, ho avuto da esclamare: “Finalmente! Si sono decisi, dopo oltre un decennio di danni alla città di Chieti”.
Purtroppo, a distanza di pochi giorni, e precisamente il 3 settembre 2014, sempre su Il Centro leggo “Parcheggi, il Comune ci ripensa e non licenzia la Ecoesse” e purtroppo mi esce un’altra esclamazione “Roba da matti!”.Leggo sulla cronaca de Il Centro che il Consigliere Comunale Alessandro Giardinelli, attraverso un ordine del giorno (presentato al Presidente del Consiglio Comunale di Chieti, in data 27/08/2014 prot. n. 72 - ad oggi il suddetto ordine del giorno è stato ritirato, come affermato dallo stesso Giardinelli sul quotidiano) ha chiesto l’annullamento della determina della risoluzione della convenzione del 3 agosto 2011 repertorio 64145 tra il Comune di Chieti e la Ecoesse.Conosco i fatti e i movimenti della Ecoesse, perché sono stato costretto ad informarmi: da almeno 10 anni leggo sui giornali del cosiddetto progetto della Ecoesse per la costruzione di parcheggi, denominato “project financing,” da realizzarsi sui terreni a valle del terminal bus di Madonna degli Angeli; essendo la mia azienda (Teresio Cocco Srl) proprietaria di tali terreni e non avendo io mai ricevuto, ad oggi, alcuna comunicazione ufficiale nè tramite lettera né altro documento per i dovuti espropri di tali terreni, mi sono trovato costretto ad acquisire, tramite regolare istanza di accesso agli atti (artt. 22 e ss. lg 241/90), la documentazione e la corrispondenza intercorsa tra il Comune, uffici comunali dei lavori pubblici, ed Ecoesse, così apprendendo svariate notizie (forse non chiare al consigliere Giardinelli) che ora mi appresto ad elencarvi: si legge ne Il Centro del 12 agosto 2014 “Tosap, la Ecoesse deve due milioni di euro alla Teate Servizi”. Dal lontano 2007 la Teate Servizi richiede alla Ecoesse il pagamento della Tosap (dal 2001 al 2006), mai pagata.
E finalmente, dopo vari gradi di giudizio, il 22 luglio 2014, dopo 7 anni, la Commissione tributaria Regionale ha dichiarato dovuta dalla Ecoesse, in favore della Teate Servizi S.r.l.. società che vede come socio unico il Comune di Chieti, la somma di 2 milioni di euro.
Una vittoria solo parziale, visto che il danno alla città di Chieti non è finito, essendo ovviamente da considerare i crediti per gli anni successivi, dal 2007 al 2014; la Ecoesse, pertanto, dovrebbe pagare, oltre ai 2 milioni della sentenza, ulteriori 2 milioni e 600.000,00 Euro (330.000 euro per ogni anno per 8 anni), per un totale di euro 4 milioni e 600 mila (euro 4.600.000,00). Tali somme, ovviamente, saranno poste a carico dei cittadini di Chieti, visto che la società debitrice, Ecoesse, è stata posta in liquidazione, con spostamento della sede legale a Roma.
Teresio Cocco
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