Col tumore chiede un test Per il Cup non è urgente

27 Gennaio 2015

Ortona, la risonanza si può fare solo a novembre 2015 ma sarebbe troppo tardi Il paziente emigra in Lombardia. Tatasciore (Tdm): la nostra sanità ha fallito

ORTONA. «Prefettura e Regione ci hanno risposto subito, anche se al momento si tratta soltanto di un riscontro alla nostra lettera, ma è bene che le istituzioni e la gente sappiano che in Abruzzo si può essere ammalati di cancro senza per questo fruire di corsie preferenziali per esami urgenti». Giuseppe Tatasciore, vice segretario regionale del Tribunale per i diritti del malato, manifesta la sua indignazione per il caso di S.C., ortonese che al Cup si è visto rifiutare l'urgenza di un esame in nome di una legge. «É un paziente che non può attendere», spiega allarmato Tatasciore, «è irrealistica la prima data raggiungibile dettata dal Centro delle prenotazioni, novembre prossimo, come lo è anche quella di marzo disponibile a pagamento in una struttura privata. É semplicemente incredibile», aggiunge l'esponente del Tdm. Che commenta su quello che «ormai è un fallimento della nostra sanità, se non è sufficiente nemmeno avere la peggiore malattia per ottenere agevolazioni commisurate alla reale urgenza del caso», Tatasciore racconta che «il paziente ha preso atto con rassegnazione che a casa sua non potrà essere adeguatamente curato, e quindi ha preferito affidare tutto a un "viaggio della speranza" in Lombardia. Eppure», annota Tatasciore, «il suo atteggiamento è improntato alla saggezza anziché alla protesta, dal momento che si è augurato che il suo caso possa essere un esempio per ridare una prospettiva a tutti i pazienti abruzzesi». S.C. si era recato al Cup forte della stampigliatura "urgente" sulla richiesta di esame che il suo medico aveva formulato. «Ma trattandosi di una risonanza magnetica alla regione facciale, esclusa per disposizione regionale dalle urgenze», osserva l'esponente del Tdm, «la fredda legge ha avuto la meglio sugli aspetti umani».

Francesco Blasi

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