Colata di asfalto sui sampietrini

Scoppia la protesta, Di Felice: così si garantisce la sicurezza
CHIETI. «Terrificante e disumano». Rimbalza anche su Facebook la critica all’ennesima colata di catrame per “tappare” i crateri che affliggono le strade del centro storico: stavolta ad essere colpita è la pavimentazione che si compone di antichi sanpietrini in piazza De Laurentiis, di fronte alle ex scuole elementari Nolli e dietro al teatro Marrucino. Opere urgenti ma ancor più clamorose se quelle “pezze” spuntano, così, tra sanpietrini ormai completamente sfaldati dal manto stradale e accantonati ai bordi delle vie. Una polemica che grida alla «devastazione del centro» e che accende i riflettori pure su largo De Laurentiis: «Si tratta di un intervento provvisorio per garantire la sicurezza», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Raffaele Di Felice, «servono opere strutturali piuttosto grandi, che per il momento non sono previste né dal bilancio di previsione né da quello triennale». Il fatto è che in quella piazza come in altre simili «bisogna smantellare e restaurare tutta la pavimentazione». Sulle tempistiche niente di certo: «Bisogna capire cosa succederà con la prossima previsione di bilancio», continua Di Felice, «in ogni caso siamo dovuti intervenire nell’immediato». Fatto sta che le “pezze al catrame” sono apparse già da tempo in ulteriori zone del centro, come nel quartiere Civitella: «Lì la cosa è diversa», dice l’assessore, «stiamo valutando il da farsi, visto che ci sono solo rotture sporadiche della pavimentazione». Su corso Marrucino, invece, c’è un altro problema: «Serve un intervento programmato. La strada presenta criticità poiché ha perso di consistenza lo strato del sotto-manto». Si parla di opere risolutive che, complessivamente, per queste aree cittadine, andrebbero a costare oltre i 100 mila euro: «Quando si arriva ad un importo di questo tipo bisogna inserire il capitolo di spesa in bilancio», precisa Di Felice, «stiamo valutando come fare. Abbiamo dovuto dare priorità ad interventi necessari per gli edifici scolastici».
Edoardo Raimondi

