«Collaboriamo con la Asl ma l’ospedale non si tocca»

15 Marzo 2020

ATESSA. «Massima collaborazione con la Asl, ma deve essere chiaro che la trasformazione del San Camillo de Lellis in “coronavirus hospital” è temporanea per affrontare l’emergenza», questa la...

ATESSA. «Massima collaborazione con la Asl, ma deve essere chiaro che la trasformazione del San Camillo de Lellis in “coronavirus hospital” è temporanea per affrontare l’emergenza», questa la richiesta delle forze politiche atessane in consiglio comunale. «La decisione della Asl», affermano i capigruppo Giorgio Farina (Uniti per Atessa), Enzo Pellegrini (LiberAtessa), Carmine Fioriti (Progetto Atessa) Emilio Falcone (M5S), «indica la drammaticità del momento che stiamo vivendo. Siamo consapevoli che è fondamentale avere la disponibilità di quanti più posti letto e Rianimazioni possibili per trattare malati di Covid-19». Quarantasette sindaci del territorio avevano scritto alla Asl e alla Regione Abruzzo chiedendo l’attivazione di reparti di Terapia Intensiva nei presidi di Atessa e Casoli. Il sindaco e il presidente del consiglio comunale di Atessa avevano chiesto che ai possibili casi di coronavirus venissero destinate le parti attualmente inutilizzate dell’ospedale di Atessa, senza trasferire alcun reparto, creando percorsi diversi tra assistenza Covid e no Covid. La Asl ha deciso diversamente e ha valutato che debbano esserci posti letto dedicati unicamente alla cura di malati affetti dal virus. «Prendiamo atto di questa decisione se può servire a garantire la salute e la cura di quanti più malati possibili in caso di emergenza» affermano i capigruppo, «chiediamo, però, che la delibera del direttore generale del 12 marzo 2020 venga rimodulata affinché sia chiaro che non si tratta di “chiusura” dei reparti ospedalieri attualmente in funzione, ma di sospensione di attività e trasferimento momentaneo altrove, con conservazione dei posti letto». (m.d.n.)