Colle a rischio frane, partono i lavori in viale Gran Sasso

17 Febbraio 2023

Cantiere per il manto stradale del viadotto e nuovi controlli Il Comune: «Nessun allarme, sono opere di prevenzione»

CHIETI. Lavori al via per la messa in sicurezza della zona del viadotto Gran Sasso e via Arenazze, con il monitoraggio dell’area interessata da fenomeni franosi. Da stamattina inoltre l’appendice di viale Gran Sasso viene in parte chiusa per motivi di sicurezza in attesa di ulteriori verifiche, anche se al momento non vi è alcun allarme e si sta solo procedendo con interventi già annunciati.
«Stiamo mettendo in cantiere le prime opere di messa in sicurezza sul versante nord della collina di Chieti», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli, «si tratta di interventi urgenti e puntuali, che partono dal ripristino del manto stradale nel tratto di viale Gran Sasso a valle del viadotto: azione prioritaria per la sicurezza stradale». Sono previste la chiusura dell’area antistante il condominio Orizzonte, in attesa di ulteriori azioni di messa in sicurezza dello stabile, e la chiusura al transito della parte finale di viale Gran Sasso, utilizzata soprattutto dai residenti, che si trova a monte di una frana attiva e sulla quale il Comune sta verificando se e come intervenire.
Monitoraggio e verifiche sono seguite dall’ingegner Tommaso Colella, responsabile del procedimento e funzionario di riferimento per la protezione civile comunale proprio per il dissesto idrogeologico. «Diverse attività saranno svolte dalla prossima settimana per capire qual è l’evoluzione della fotografia fatta da uno studio del 2019», aggiunge l’assessore, «avvieremo nuove letture sugli strumenti già posizionati e realizzeremo tre nuove indagini geognostiche, a iniziare dal cortile delle scuole Corradi, dove al momento non registriamo allarmi, ma su cui agiremo già da lunedì approfittando della chiusura per Carnevale».
«Sono tutti interventi di prevenzione e azioni concertate con la Protezione civile regionale», sottolinea il sindaco Diego Ferrara, «sia per stabilire la progressione del fenomeno in quella zona, sia, soprattutto, per prevenire disagi ai cittadini o rischi per la pubblica incolumità. Azioni che richiedono urgenza, ma che non rappresentano un allarme incombente: stiamo solo facendo seguire i fatti a impegni presi a tutela della città e del suo territorio più vulnerabile». (a.r.)
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