Colonscopia, lista chiusa Esami fissati al... 2017

Lo sfogo di una 63enne: chi ha i soldi va dai privati, per me 400 euro sono troppi Cerulli (Cittadinanzattiva): in questo modo si azzerano gli accordi con la Regione
CHIETI. Due anni per una colonscopia. Sono i tempi di attesa richiesti dalla Asl teatina a una paziente di 63 anni affetta, tra l’altro, da una patologia cardiovascolare cronica importante. «Il medico di base mi ha prescritto l’esame per fare chiarezza sulle cause dei miei sintomi, ma quando mi sono rivolta telefonicamente al Cup per prenotare l’indagine dall’altra parte mi hanno detto che se volevo sottopormi alla colonscopia a Lanciano dovevo mettermi in coda fino al 2017». Due anni sono lunghi, ma è sempre meglio dell’incertezza nella quale bisogna «navigare» se si sceglie, per necessità, di sottoporsi all’indagine diagnostica al policlinico teatino. «In quel caso» racconta con l’amaro in bocca la 63enne residente a Chieti «dal momento che la lista è chiusa bisogna attendere metà giugno per sapere quanti altri mesi dovrò attendere prima di ottenere un appuntamento». Il problema non riguarda solo la lettrice del Centro che ha deciso di raccontare la sua «odissea» sanitaria. Sono decine (e parliamo dei tentativi di prenotazione relativi solo al mese di maggio) le persone che non sanno a quale santo rivolgersi per accelerare un esame importante che viene eseguito in regime di day-hospital. «Molti di fronte alle lunghe attese rinunciano rassegnati, ma le lungaggini sanitarie non possono prevalere sull’interesse dei cittadini-contribuenti. L’alternativa» aggiunge la donna «sarebbe quella di rivolgersi a una clinica privata. Dove in poco più di una settimana riescono ad assicurare la prestazione medica. Ma chi ha la possibilità di pagare 400 euro per quel tipo di esame? io, francamente non sono nelle condizioni economiche di poterlo fare». Nel Far west della sanità pubblica teatina le regole non contano, anche se sono state ribadite durante un incontro in Regione al quale era presente anche il segretario regionale di «Cittadinanzattiva» Aldo Cerulli.
«Se l’esame viene richiesto dal medico di famiglia con carattere di urgenza» spiega Cerulli «l’esame strumentale deve essere effettuato entro dieci giorni. Altrimenti si rientra nella lista ordinaria che , purtroppo, per ora è sinonimo di lunghe attese». Ma a giudizio di Cerulli il fatto grave è la chiusura della lista per la colonscopia al policlinico teatino. «È inconcepibile e soprattutto vietato. Non si possono chiudere le liste d’attesa» tuona Cerulli «in questo caso si può ricorrere all’attività intramuraria che pesa sul paziente solo per il costo del ticket». Eppure a Chieti accade. Nonostante l’accordo che l’associazione a tutela dei cittadini ha siglato con la Regione Abruzzo. «É vero» ammette Cerulli «di recente siamo stati coinvolti nella stesura del nuovo piano liste d’attesa». patto che ha l’obiettivo, come ha assicurato l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, di decongestionare le lungaggini sul fronte degli esami strumentali. «Accordo che secondo i patti dovrebbe entrare in regime entro un paio di mesi. Ma se la Asl si ostina a chiudere le liste» aggiunge Cerulli «l’accordo viene vanificato». «E poi si parla di prevenzione» dice la 63enne che ha raccontato la sua odissea sanitaria «possibile che a causa dei lunghi tempi d’attesa vengano “concessi”appuntamenti solo quando le malattie sono già conclamate?». E ancora: «Che senso ha inaugurare strutture megagalattiche come il polo cardiochirurgico teatino quando poi non ci sono le risorse economiche per farlo funzionare e per assicurare il minimo sindacale dell’assistenza sanitaria ai cittadini?».

