Colpo alla Bcc, rito abbreviato per 3 imputati

21 Giugno 2020

Atessa. L’assalto alla sede di Piazzano fruttò 40mila euro. Processo ordinario per il quarto arrestato

ATESSA. Saranno giudicati con il rito abbreviato tre dei quattro arrestati per la rapina alla filiale Bcc di Piazzano di Atessa. La Procura aveva chiesto il giudizio immediato per i cugini Mirko ed Emanuele Aspergo, 39 e 38 anni, della provincia di Roma, e Silvana Calia, 33 anni, di Atessa, considerata la basista della banda. Ma gli imputati hanno presentato richiesta per il rito alternativo. Il quarto arrestato, Luciano Martelli, 76 anni, ha scelto invece il procedimento ordinario.
Nell’udienza tenuta nei giorni scorsi nel tribunale di Lanciano, il gip Riccardo Audino ha accolto le richieste. Solo nel caso della Calia, assistita dall’avvocato Antonella Marchetti, è stato accordato il rito abbreviato condizionato alla produzione di alcuni documenti, ad esempio mappe che ricostruiscono il percorso fatto dai rapinatori dopo il colpo in banca, con le quali la difesa proverà a dimostrare l’estraneità della presunta basista alla rapina. La donna, che era finita agli arresti domiciliari, nel frattempo è tornata in libertà.
Giudizio abbreviato secco, invece, per Mirko ed Emanuele Aspergo, difesi dall’avvocato Umberto Sanzari del foro di Roma. Il primo, che era detenuto a Rebibbia, è stato trasferito nel carcere di Villa Stanazzo. Emanuele Aspergo è ai domiciliari.
I quattro sono accusati di avere messo a segno un colpo da oltre 40mila euro alla Bcc Sangro-Teatina il 24 ottobre del 2018. Secondo le indagini condotte dai carabinieri di Atessa, i tre uomini arrivarono in trasferta da Roma per fare la rapina, aiutati dalla basista che aveva un parente detenuto nello stesso braccio del carcere di Rebibbia dove era rinchiuso Mirko Aspergo. L’uomo usufruiva di permessi premio per svolgere attività sportiva. È durante uno di questi che scattò il colpo. La sera prima i tre rubarono l’auto a un pensionato di Atessa, una Fiat Uno usata poi per la rapina in pieno giorno. Sotto la minaccia dei taglierini, due rapinatori tennero in ostaggio tre clienti della banca, tre cassieri e il sostituto del direttore. Dopo il colpo abbandonarono la Fiat Uno per fuggire a bordo di due veicoli “puliti”. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza i carabinieri risalirono alle auto; l’analisi dei tabulati telefonici, le osservazioni e i pedinamenti completarono il quadro indiziario. I quattro vennero arrestati dieci mesi dopo il colpo, nell’agosto 2019. Il bottino, di oltre 40mila euro, non è stato recuperato, ma nessuno si è costituito parte civile al processo. Udienza il 24 novembre per la discussione.
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