«Colpo del Rolex, ecco come è andata»

In tre a processo per la rapina dell’orologio, i carabinieri spiegano la dinamica del fatto. A giudizio anche un medico
CHIETI. «Siamo arrivati e abbiamo trovato la vittima a cui avevano spruzzato negli occhi lo spray al peperoncino e se ne vedevano chiari i segni. Ci ha raccontato di aver consegnato il Rolex d’oro all’imputata, Maria Teresa Marrone, persona di fiducia di Paolo Luciani, che doveva acquistare l’orologio. La donna, però, con la scusa di vederlo meglio alla luce, lo aveva portato fuori casa e poi era fuggita». Nel processo sulla rapina del Rolex a Francavilla arriva il turno dei carabinieri di ripercorrere i fatti. Ieri, davanti ai giudici Geremia Spiniello, Andrea Di Berardino e Valentina Ribaudo, pm Giancarlo Ciani, sono comparsi il comandante dei carabinieri di Francavilla Antonio Solimini e il carabiniere che ha svolto le indagini su quanto accaduto il 10 settembre 2014. Quel giorno arriva ai carabinieri la richiesta d’aiuto della vittima, un commerciante di Termoli assistito dall’avvocato Pierluigi Pennetta, che era stato messo ko dallo spray che gli aveva spruzzato la Marrone, 62enne pescarese accusata di rapina, lesioni personali e calunnia. Luciani, 57enne francavillese, avendo confermato la versione della Marrone, deve rispondere invece di calunnia. Nel processo c’è anche il medico di base, Bruno Galasso, 57 anni, accusato di falsità ideologica e materiale, per aver attestato «falsamente», dice la procura, «di aver visitato Luciani in data 10/9/2014 e di avergli riscontrato un trauma contusivo». La posizione del noto e stimato professionista è comunque marginale nel processo. «Nel frattempo», raccontano i carabinieri, «la Marrone ci ha telefonato per dire di essere stata aggredita dalla vittima. Facemmo un nuovo sopralluogo e fu allora che ritrovammo il Rolex nella cassetta delle lettere di Luciani. Poi abbiamo trovato due messaggi telefonici della Marrone che diceva a Luciani di andare a prendere il contenuto della cassetta». La Marrone fu arrestata, ma nel corso dell’interrogatorio di garanzia parte la contro-denuncia, per cui sarebbe stata la vittima ad aver preso a Luciani il Rolex e altri 4.000 euro. Luciani sarebbe stato anche schiaffeggiato e preso di peso dall’uomo e, a testimonianza di questa tesi, ci sarebbe il certificato del medico curante, Galasso. (a.i.)

