Coltellata al rivale: condanna confermata

6 Maggio 2014

TORINO DI SANGRO. Il 25 novembre 2007 al culmine di una discussione, accoltellò l’ex marito della compagna. Ha sempre sostenuto che il ferimento del rivale in amore fu legittima difesa. I giudice...

TORINO DI SANGRO. Il 25 novembre 2007 al culmine di una discussione, accoltellò l’ex marito della compagna. Ha sempre sostenuto che il ferimento del rivale in amore fu legittima difesa. I giudice della Corte d’Appello, però, non gli hanno creduto e hanno confermato la sentenza di condanna ad un anno e 6 mesi emessa in primo grado dal tribunale di Vasto nel 2011. P.T., 44 anni, artigiano di Casalbordino, è stato riconosciuto colpevole anche in appello dell’accusa di tentato omicidio.

La vicenda a distanza di sette anni è ricordata ancora con sgomento a Torino di Sangro e Casalbordino. La sera del 25 novembre 2007, P.T. si trovava nel suo casolare. La compagna lo raggiunse e poco dopo arrivò anche l’ex marito, F.D.M., 52 anni, imbianchino di origine siciliana.

Fra i due uomini nacque un diverbio sulla porta di casa e l’imbianchino fu colpito con un coltello da cucina. La lama lunga 30 centimetri sfiorò il cuore della vittima. La vicenda avvenne poco dopo mezzanotte sul piazzale antistante la casa della donna, in contrada Covone, al confine fra Torino di Sangro e Villalfonsina. Trasferito d’urgenza in ospedale, F.D.M. fu operato d'urgenza ma prima di riprendersi rimase in prognosi riservata per diverso tempo.

L’avvocato della parte lesa, Arnaldo Tascione, ha sempre sostenuto che la coltellata non fosse stato un gesto di difesa, ma un colpo inferto con violenza e in profondità. Il materiale prodotto in appello ha convinto la Corte. I giudici gli hanno dato ragione.

In separata sede sarà stabilito il risarcimento da corrispondere al ferito che, attraverso l’avvocato Tascione, durante il processo di primo grado si costituì parte civile. (p.c.)

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