Coltellate a cena tra amici In tre finiscono a processo

31 Gennaio 2019

Lite in casa per un debito di 50 euro: 54enne accusata di tentato omicidio  Gli altri partecipanti nei guai per favoreggiamento e omissione di soccorso  

CHIETI. In tre si ritrovano sotto processo per una cena tra amici finita a coltellate. La posizione più grave è quella di Anna Maria Marinelli, teatina di 54 anni, accusata di tentato omicidio aggravato e porto abusivo di armi all’apice di una lite scoppiata il 12 marzo scorso, in una casa del quartiere Sant’Anna, per un debito di 50 euro. Due amici della donna, presenti ai fatti, devono invece rispondere di omissione di soccorso e favoreggiamento: si tratta di Antonio D’Ingiullo, 60 anni di Chieti, e Mauro Noè (38) di San Salvo. Ieri mattina il rinvio a giudizio è stato disposto dal giudice Isabella Maria Allieri su richiesta del pm Marika Ponziani: il processo inizierà il prossimo 2 aprile. Per un errore di notifica, è stata stralciata la posizione di Remo Marcuccitti Del Rosario (61), di Bucchianico, anche lui finito nei guai per non aver chiamato i soccorsi e per aver cancellato le tracce di sangue. Si costituirà parte civile Massimo Spadaccini, teatino di 57 anni, colpito per errore dai fendenti: era intervenuto per dividere Marinelli e un’altra persona, Ettore L., rimanendo trafitto al fegato e a un polmone.
Era un martedì di fine inverno quando un gruppo di amici, composto da quattro uomini e Marinelli, si è incontrato in un appartamento al civico 121 di via Padre Valignani. Hanno iniziato a bere vino e a mangiare salumi. Anna Maria, già conosciuta alle forze dell’ordine, aveva con sé un coltello a serramanico con la lama di dieci centimetri. Gli investigatori ipotizzano che fosse partita con l’intenzione di vendicarsi. Fatto sta che tra Marinelli e uno dei partecipanti alla cena, Ettore L., è scoppiata una lite per un favore mai ripagato. Tutto ruotava intorno a una richiesta di aiuto dell’uomo rimasto senza casa: per tentare di avere un alloggio popolare, Ettore L. avrebbe chiesto in passato alla Marinelli di firmare una scrittura privata in cui si diceva che saltuariamente era stato ospite a casa della donna in quanto senza fissa dimora. E, in cambio di questo favore, lui le avrebbe dato i 50 euro. Di certo, la donna ed Ettore L. si sono cominciati a rincorrere intorno al tavolo. Poi è spuntato il coltello ed è intervenuto Spadaccini. Ma quel tentativo di rimettere pace è fallito: Marinelli lo ha colpito al ventre una, due, tre volte. La donna, difesa dall’avvocato Roberto D’Ettorre, è stata arrestata dai carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena. I tre amici, assistiti dall’avvocato Emanuele Iezzi, sono stati denunciati. La vittima si è affidata agli avvocati Anna Guarini e Annalisa Pasquale: presenterà la richiesta di risarcimento danni. (g.let.)
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